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Le proprietà benefiche del lievito di birra

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
lievito di birra

lievito di birraAttribuire al lievito di birra soltanto elementi negativi non è corretto: questo microrganismo vivente, infatti, utilizzato fin dall’antichità per la panificazione, ha anche molte proprietà benefiche.

Ma cos’è il lievito di birra? È il risultato di un processo naturale che conferisce gusto e fragranza al pane; accanto ai problemi noti che può causare ha numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, alcune delle quali poco conosciute.

Proprio per sfatare questi falsi miti dell’alimentazione si è cercato di fare chiarezza su questo componente fondamentale della nostra tradizione gastronomica nel convegno Quel che non sai del lievito: le certezze della scienza, le falsità dei luoghi comuni, organizzato a Rimini da Assitol in occasione del Sigep, il Salone internazionale della panificazione, gelateria e panificazione.

Lievito di birra: di cosa si tratta

Il lievito – nome scientifico saccharomyces cervisae da cui deriva la definizione di lievito di birra – è un microrganismo vivente che prende vita da un sottoprodotto di origine agricola, il melasso da zucchero.

Quindi, primo punto fondamentale, il lievito ha un’origine naturale: il suo sviluppo si basa sulla fermentazione degli zuccheri e si riproduce in presenza di ossigeno – processo per il quale le aziende creano le condizioni più favorevoli. Il processo è del tutto naturale.

I benefici naturale del lievito di birra

Partiamo dal principale disturbo attribuito al lievito: il gonfiore addominale, associato alla sindrome dell’intestino irritabile, ed enfatizzato da sovrappeso e obesità. Secondo alcune recenti ricerche scientifiche questo disturbo ha altre origini rispetto al lievito.

Al contrario, uno studio dell’Università di Lille ha confermato che l’assunzione del lievito di birra non solo è ben tollerata dall’organismo, ma ha anche un effetto probiotico e riduce il dolore addominale nei pazienti che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile.

Affermare che il lievito gonfia è quindi un luogo comune del tutto infondato, dichiara Michele Sculati, medico specialista in Scienza dell’alimentazione e professore a contratto all’Università di Milano-Bicocca.

Evitare i test fai da te per l’intolleranza al lievito di birra

Sculati ricorda anche che, nonostante molte persone credano di essere intolleranti al lievito, questa evenienza è piuttosto rara, mentre l’individuazione di un’allergia o di un’intolleranza sia possibile con certezza soltanto con analisi serie e scientificamente convalidate.

La FnoMceo, federazione degli ordini dei medici, in collaborazione con le società italiane di allergologia, ha inoltre chiarito con un documento condiviso nel 2015 come i numerosi test fai-da-te, che frequentemente rilevano intolleranze al lievito, si siano dimostrate prive di credibilità scientifica e validità clinica.

Il lievito di birra muore a 50-60 gradi centigradi quindi, la sensazione di gonfiore che si prova dopo aver mangiato cibi come la pizza, non può essere addebitata a questo componente perché la cottura di questi alimenti avviene a temperature ben superiori.

Il gonfiore, quando non dipende da patologie specifiche, può essere causato invece da un significativo carico glicemico della singola pietanza. Anche il sale, contenuto in abbondanza in una comune pizza, è responsabile di ritenzione idrica nel nostro organismo.

Il processo di produzione del lievito è sostenibile

Altra qualità benefica del lievito è che la sua produzione è sostenibile: alla fine del processo produttivo la parte non zuccherosa del melasso, che non può essere impiegata per coltivare il lievito, viene riutilizzata come mangime per animali e fertilizzante.

Inoltre, dal lievito si originano tutta una serie di produzioni diversificate: in ambito alimentare (birra, vino), energetico (bioetanolo), farmaceutico (probiotici, vitamine) e cosmetico (estratti naturali). L’intero processo è completamente sostenibile a conferma della naturalità del lievito.

Naturale e benefico non solo per la salute ma anche per l’economia italiana: infatti le nostre aziende si collocano al terzo posto in Europa per la produzione del lievito di birra, che supera le 100mila tonnellate.

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