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Non basta la pioggia per fermare l’inquinamento atmosferico

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 4 Dicembre 2018
inquinamento atmosferico

Non si può continuare a sperare nella pioggia per combattere l’inquinamento atmosferico: “dobbiamo considerare il verde un valore strategico sia per quanto riguarda la salute che per la qualità della vita” afferma Ettore Prandini, presidente di Coldiretti Lombardia.

Per questo è necessario sostenere il settore florovivaistico con misure di defiscalizzazione degli interventi su giardini e aree verdi“.

Tra i consigli: puntare sulle essenze autoctone e garantire la qualità e la resistenza di quelle messe a dimora in modo che possano vivere a lungo svolgendo un’azione persistente contro l’inquinamento atmosferico.

Una pianta adulta nell’arco di dodici mesi soddisfa il fabbisogno di ossigeno di 10 persone ed è in grado di assorbire dai 20 ai 50 chili di anidride carbonica, a seconda della specie.

Le varietà più mangia smog sono larici, cipressi, salici, pioppi, betulle, tigli, ontani e aceri. Una quercia nell’arco di mezzo secolo riesce a immagazzinare oltre 5 tonnellate e mezzo di CO2 sotto forma di biomassa.

Intanto sempre la Coldiretti fa una stima di quanto verde ogni cittadino dispone nelle città lombarde: a fronte di una media italiana che è di 31,1 metri quadrati, Milano offre – purtroppo – a ogni abitante soltanto 17,2 metri quadrati di verde urbano.

Sotto il dato nazionale anche la città di Bergamo (18,4 metri quadrati), Varese (18,5 metri quadrati) e Brescia (29,5 metri quadrati).

Appena sopra Cremona (31,2 metri quadrati) mentre valori più elevati si registrano a Pavia (39,5 metri quadrati), Lodi (46,8 metri quadrati), Mantova (50,1 metri quadrati), Monza (67,9 metri quadrati), Como (69 metri quadrati), fino ad arrivare a Sondrio dove ogni abitante ha a disposizione ben 312,4 metri quadrati di verde urbano.

Lecco con 14,1 metri quadrati a testa conquista la maglia nera regionale.

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