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Stazioni di ricarica elettrica: si muove anche E.On

città: Milano - pubblicato il:
stazioni di ricarica elettrica

stazioni di ricarica elettricaSe il futuro sarà l’auto elettrica ovunque e dovunque, E.On, utility presente in tutta europa, gioca in anticipo per rifornire gli utenti anche in autostrada.

Attraverso, ovviamente, la realizzazione di stazioni di ricarica elettrica veloce che, tanto per capirci, potrebbero richiedere dai 20 ai 30 minuti per fare un pieno di energia da 400 chilometri.

È questo il senso dell’accordo siglato con il provider danese di servizi per la mobilità elettrica, Clever.

L’obiettivo è installare stazioni di ricarica elettrica (si parla di charging stations composti da moduli che vanno da una potenza di 150 fino a 350 kW) per veicoli elettrici lungo tutti i principali tracciati autostradali d’Europa.

Nel progetto si parla di una distanza massima tra le stazioni di ricarica elettrica compresa tra i 120 e i 180 chilometri.

Una nota italiana precisa che al momento il progetto prevede una fase iniziale di sviluppo del nucleo dell’infrastruttura a partire dall’Europa centrale, per poi espandere il network in altri Paesi.

Insomma per il momento le autostrade dello Stivale non sono, purtroppo, ancora contemplate. E c’è da chiedersi se verranno allestite in piazzole già esistenti o si formeranno nuovi servizi al guidatore.

Molto sarà determinato anche dall’arrivo di nuove realtà: i due soggetti si dicono aperti a nuovi partner da inserire nel progetto rispettando la stessa visione strategica.

Comunque, a oggi, nel nostro Paese la situazione è veramente agli albori. In tutto sarebbero state installate 934 colonnine. Solo 93 le province fornite, con concentrazioni, ovviamente nelle metropoli e addirittura 1 sola ricarica in città come Belluno, Biella, Lodi, Caserta…

È il sito web a mappare la situazione. Lo stesso dove si trovano offerte e ricerche di lavoro, di tecnologia e di vendita dell’usato. Il senso è evidente: anche il mondo B2b si sta organizzando per supportare al meglio l’offerta.

Ma senza correre… perché il mercato va, purtroppo, ancora a rilento.

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