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Certificazione energetica degli edifici: cosa sapere sul nuovo APE

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Giugno 2020
certificazione energetica

certificazione energeticaL’Italia, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico – che ha riscritto di fatto la normativa sull’Attestato di Prestazione Energetica, il cosiddetto APE -ha finalmente sanato le differenze con il resto dell’Unione Europea sul tema dell’efficienza energetica degli immobili.

Il parco edilizio italiano è uno dei più prestigiosi ma anche dei più vecchi in Europa; pertanto la chiarezza delle norme a livello nazionale – prima spezzettate con sottili differenze tra le varie regioni – non può che portare benefici ai cittadini italiani che, adesso, potranno ottenere una certificazione energetica della propria casa con modalità uniformi da Bolzano a Palermo.

Purtroppo però il settore della certificazione energetica degli edifici in Italia è quanto mai turbolento e difficile da comprendere a fondo.

I cittadini infatti si sentono vittime dell’ennesimo adempimento burocratico e devono districarsi in una selva di offerte di certificazione – qualche anno fa anche vendute attraverso siti web di promozioni e voucher – dai prezzi più disparati.

Anche con gli stessi professionisti della certificazione che sono scontenti a causa di software, che invece che aiutarli creano monopoli pilotati, e devono difendersi dai colleghi meno onesti e professionali.

Certificazione energetica: la posizione dell’Ordine degli Architetti

certificazione energetica - alessandro marataPer cercare di chiarire un po’ questo panorama abbiamo chiesto all’Ordine degli Architetti di aiutarci, fornendoci una risposta ufficiale ad alcune domande che assillano i comuni cittadini.

Ci ha risposto Alessandro Marata, coordinatore del Dipartimento Ambiente Energia e Sostenibilità del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori.

Certificazione energetica: il cittadino la vive come una procedura inutile che fa perdere tempo e denaro. Un mero adempimento burocratico. Perché invece è importante?

La certificazione energetica è un adempimento di grande importanza per due ragioni. La prima riguarda la conoscenza delle prestazioni dell’unità immobiliare: quanto consuma. Pensiamo per analogia al mondo delle automobili; quando si compra una macchina uno dei primi dati che si guardano è il consumo. È vero che il valore di un immobile è molto superiore a una automobile per cui l’incidenza del consumo energetico è meno importante.

È anche vero però che un immobile è tanto più appetibile per la vendita, quanto più è economico nella gestione. L’obbligatorietà delle valvole termostatiche, che consentono di trasformare un impianto di riscaldamento condominiale in un impianto che si può considerare quasi autonomo, ha comunque reso la questione del consumo meno importante.

Una causa del sentimento del privato cittadino, diffidente verso questo strumento, è anche la superficialità che in alcuni casi i certificatori dimostrano, con controlli non accurati e certificati energetici compilati velocemente e in modo frettoloso. Come si può agire su questo aspetto per informare meglio l’utente e non scontentare i tanti certificatori che invece operano con professionalità e accuratezza?

Colpa delle leggi e colpa degli utenti. Delle leggi perché non prevedono sufficienti sanzioni per chi opera con poca competenza. Anche in questo, come in altri casi, manca la certezza della pena in caso di dichiarazioni mendaci; il professionista disonesto accetta il rischio perché pensa che difficilmente sarà punito.

È colpa però anche degli utenti perché sono evidentemente quasi sempre consapevoli che pagano molto poco un servizio professionale, a volte 40 euro, che vale molto di più. Come possono pensare che la prestazione sia effettuata correttamente? Lo stesso utente pagherebbe cinque euro per una visita da un cardiochirurgo? Penserebbe di sicuro che c’è qualcosa che non va.

Come ordine professionale quali iniziative avete messo in campo per risolvere questo problema?

Il Consiglio Nazionale degli Architetti ha provato in tutti i modi possibili, e presso tutte le sedi competenti, a porre rimedio a questa distorsione del mercato che, prima di tutto, arreca danno all’utente finale.

Il concetto di libero mercato, la cosiddetta liberalizzazione, che ha preso piede nel nostro Paese, ha però impedito di giungere a risultati apprezzabili. La distorsione di questo apprezzabile concetto è però patrimonio comune di politici e cittadini, ragione per la quale la soluzione appare molto difficile.

Alla base del problema non ci saranno soprattutto le tariffe al ribasso proposte da alcuni certificatori che sviliscono le professionalità?

Certamente sì, ma, come già detto, il problema vero nasce dal fatto che l’Italia è un paese con una coscienza civica collettiva, di politici e di cittadini, quasi inesistente. Le tariffe basse ne sono una conseguenza, non la causa.

I problemi lombardi con il software di certificazione energetica

A livello lombardo, i professionisti della certificazione energetica si lamentano dell’ultima riforma CENED e delle nuove classificazioni riferite all’edificio di riferimento che non consente più una classificazione univoca.

Inoltre alcuni applicativi software non funzionano più con il nuovo motore di calcolo CENED sviluppato da una software house privata, incaricata dalla Regione Lombardia; in particolare la pre-certificazione energetica, da consegnare contestualmente alla presentazione della legge 10 e richiesta dalla Regione non si può fare con questi software commerciali.

Su questi temi molto puntuali e molto tecnici ci riproponiamo di ritornare con approfondimenti specifici e con le posizioni dei protagonisti,

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