Home Eco Lifestyle La cacca vale oro, ma solo per chi sa trasformarla

La cacca vale oro, ma solo per chi sa trasformarla

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
museo della cacca - trasformazione sterco in energia

museo della cacca - trasformazione sterco in energiaGianantonio Locatelli è un imprenditore agricolo della provincia di Piacenza che sa trasformare, letteralmente, lo sterco in oro e in cultura, tanto che ha inventato il museo della cacca.

Avendone tanta – in località Castelbosco di Gragnano Trebbiese, produce latte per il Grana Padano e le sette unità produttive contano 3.500 bovini che arrivano a fare 500 quintali di latte con conseguenti 1.500 quintali di sterco – si deve essere domandato cosa fare sia per abbattere i costi di smaltimento, sia per sfruttare al meglio questa materia prima.

E tanto deve aver pensato che ha messo in piedi un processo che contempla diversi passaggi che rendono materia prima seconda proprio la cacca. Che diventa così remunerativa. E pure anche un po’ artistica… storica.

A cominciare dalla produzione di energia: 3 megawatt all’ora che permettono anche di riscaldare gli edifici e gli uffici dell’azienda con la temperatura sviluppata dai digestori quando scambiano il letame in energia.

Poi, banalmente, produce concime. Ma anche vasi e suppellettili e oggetti d’uso quotidiano: mattonelle, piatti, ciotole, una brocca, una tazza. Pure un water che ci sembra l’oggetto cult del catalogo. Il segreto è un impasto ben dosato in una miscela variabile di cacca secca, paglia, scarti aziendali e argilla – a seconda di ciò che si deve produrre – che il marketing chiama Merdacotta.

Insomma, Locatelli fa della cacca un’arte (land art pura e non solo). Ed è così che nasce il Museo della Merda (ingresso al museo e visite guidate sono gratuite, ma la prenotazione è obbligatoria [email protected]), che germinando dallo sterco riusato porta con sé il tema della trasformazione.

Un’agenzia per il cambiamento che con attività divulgative e di ricerca, la produzione e la raccolta di manufatti e di storie sugli escrementi nell’attualità e nella storia, avrebbe scardinato preconcetti e norme culturali.

Nel castello medievale di Castelbosco, sede di questo museo della cacca, sono raccolte, tra aggiornamenti continui e nuove commissioni, testimonianze di esperienze estetiche e scientifiche, umane e animali, attuali e passate, che dello sterco fanno materia utile e viva.

Tanti i premi già portati a casa. E non solo in Italia. Le buone idee, come sempre, si esportano bene.

Condividi: