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Risparmiare energia: la white economy come investimento per le aziende

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
Superbonus per la riqualificazione energetica - white economy efficienza energetica

white economy efficienza energeticaSecondo i risultati di una ricerca realizzata da Avvenia, investire nella white economy, per l’efficientamento energetico, è una pratica adottata da un numero sempre maggiore di aziende.

Sempre di più aziende puntano su interventi di efficientamento energetico per contenere i costi e ridurre l’impatto ambientale della propria attività, riuscendo così nello stesso tempo a far quadrare i conti e a ottenere un beneficio per la collettività.

È quanto emerge dalla ricerca realizzata da Avvenia, pioniere in Italia della white economy, ossia di quel settore che si occupa di implementare conoscenze, strumenti e metodi per rendere le aziende più efficienti a livello energetico.

2016: l’anno della White Economy

Secondo la ricerca di Avvenia, il risparmio di energia primaria nel 2016 è stato di 3,4 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Tep).

Questa unità di misura rappresenta la quantità di energia rilasciata dalla combustione di una tonnellata di petrolio grezzo, ed è il valore di rendimento di conversione usato come termine di paragone quando si effettuano interventi di efficientamento energetico.

La cifra di 3,4 milioni di Tep è la dimostrazione di una crescita costante negli ultimi anni: 2,5 milioni nel 2013, 2,7 milioni nel 2014, 3 milioni nel 2015. Più dell’80% dei risparmi del 2016 arriva da aziende industriali ad alta intensità di sfruttamento energetico, come fabbriche, raffinerie, impianti manifatturieri.

Complessivamente negli ultimi dodici anni in Italia sono stati risparmiati 31,6 milioni di Tep, di cui il 52% sul gas, il 30% dal risparmio di energia elettrica e il restante 18% da altri tipi di risparmio.

Il ramo della white economy coinvolge in Italia oltre 600mila aziende; le regioni più virtuose, in questi anni, sono state la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, il Lazio e la Puglia.

Efficienza energetica, alcuni consigli pratici per le aziende

Le aziende italiane sono quindi ben consapevoli dell’importanza di applicare pratiche per ridurre al minimo i costi energetici. A volte si tratta di cose anche banali, ma importanti, per esempio:

  • accendere le luci solo quando necessario: spegnerle sempre di notte, nei week end e quando una stanza non è occupata da nessuno. In aree poco utilizzate, installare un sensore di presenza per regolare l’accensione/spegnimento
  • sfruttare al massimo la luce che c’è: pareti chiare e finestre pulite aiutano a trarre il massimo vantaggio dalla luce del sole. Per le lampadine, scegliere quelle a basso consumo energetico, tenendole pulite per evitare si appannino
  • apparecchiature d’ufficio: meglio tenerle spente quando non sono in uso e utilizzare il più possibile le modalità di risparmio energetico
  • confrontare le offerte: scegliere la tariffa per l’energia elettrica più conveniente per la propria struttura
  • regolare la temperatura: abbassare anche solo di un grado la temperatura a cui si tiene il riscaldamento, e viceversa alzare di un grado quella del condizionatore, porta a un risparmio energetico di circa il 6%. È importante anche stare attenti a chiudere porte e finestre per mantenere costante la temperatura
  • monitorare il consumo: leggere regolarmente il contatore per essere consapevoli del proprio consumo energetico

Questi e altri consigli per l’efficienza energetica sono presenti nel decalogo del risparmio energetico del progetto Steeep dell’Unione Europea.

Il risparmio energetico nel mondo dal 1974 a oggi

Globalmente nel 2016 più di 400 miliardi di dollari sono stati investiti nella white economy, più di quanto sia stato fatto per la generazione elettrica da fonti fossili ed energie rinnovabili.

Utilizzando i dati dell’IAE (International Agency for Energy), Avvenia ha calcolato quanto hanno risparmiato dal ’74 oggi i 12 paesi considerati chiave per fermare il cambiamento climatico.

La data del ’74 è stata scelta perché segna l’inizio delle misure per l’efficientamento energetico, stimolate dalla crisi energetica del ’73; i paesi presi in considerazione sono Stati Uniti, Svezia, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada, Australia, Danimarca, Finlandia, Giappone e Olanda.

Queste 12 nazioni, che rappresentano il 64% del consumo globale di energia e sono responsabili del 60% delle emissioni di gas a effetto serra, hanno risparmiato nell’ultimo quinquennio energia per 500 miliardi di dollari grazie all’efficientamento energetico.

Complessivamente dal ’74 a oggi il risparmio di energia è stato pari a 2 miliardi di Tep, con effetti positivi tanto sulle emissioni di CO2 quanto sul PIL e sullo sviluppo sostenibile delle rispettive economie.

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