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Chef stellati, capacità manuali ma anche un gran cervello

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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chef stellati cervellettoGli chef stellati, o comunque i professionisti che emergono nel mondo difficile della ristorazione, dimostrano di avere tanta materia grigia!

Lo hanno verificato i ricercatori Ibfm-Cnr di Catanzaro, in collaborazione con la Federazione italiana cuochi, dopo aver analizzato, utilizzando risonanza magnetica e test neuropsicologici, il cervello di alcuni importanti chef stellati.

In particolare, la ricerca – pubblicata sulla rivista Plus One – ha evidenziato fenomeni di plasticità neurale e particolari abilità motorie e cognitive direttamente legati alla dimensione della squadra da coordinare in cucina, quindi alla capacità di coordinamento e di gestione dello chef; il cervelletto dei cuochi, come già provato per i musicisti e gli alpinisti, è più sviluppato rispetto alle persone che svolgono altri lavori.

Alla luce di questi dati i ricercatori si sono chiesti se il lavoro di direzione di cucina possa produrre un iper-sviluppo cerebrale e rendere più abili e veloci: le attività che richiedono un continuo aggiornamento e perfezionamento delle capacità acquisite nel tempo sono infatti di fondamentale interesse scientifico.

“Le neuroscienze si sono sempre occupate di musicisti, scacchisti, taxisti e sportivi, dimostrando che l’allenamento finalizzato al miglioramento delle proprie prestazioni produce fenomeni di plasticità neurale rilevabili con le tecniche di risonanza magnetica” spiega Antonio Cerasa, ricercatore Ibfm-Cnr “Nessuno, però, aveva mai studiato gli chef stellati, una categoria di lavoratori impegnati per lunghi periodi di tempo in un’attività motoria e soprattutto cognitiva molto particolare”.

Il gruppo di ricerca ha sottoposto undici emergenti head chef della Calabria, selezionati dalla Federazione italiana cuochi (Fic), a un esame di risonanza magnetica e a una lunga serie di test neuropsicologici.

Le neuroimmagini hanno rivelato che il cervelletto di questi chef, parte del cervello conosciuta per il suo ruolo essenziale nella coordinazione motoria e nella programmazione cognitiva di atti motori, presenta un aumento di volume della materia grigia.

Dai test è anche emerso che le variabili associate all’aumento di volume cerebrale sono la dimensione della brigata – il numero dei componenti della squadra in cucina – e le abilità nello svolgere un compito di pianificazione motoria.

Questi risultati confermerebbero che l’allenamento produce modifiche a lungo termine sia a livello comportamentale sia a livello organico, rendendo il cervello degli chef stellati speciale come quello di altri expert brain già studiati dalla letteratura scientifica.

Si tratta però di dati preliminari che richiedono successive verifiche, dato che questa ricerca non definisce il grado di competenza di uno chef.

Al momento non esiste, cioè, un metro scientificamente validato per stabilire quanto sia più bravo, abile o creativo uno chef rispetto a un altro, al contrario di quanto per esempio avviene per le categorie dei matematici o dei musicisti.

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