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A Milano lo Street Food supera la fase sperimentale

pubblicato il: - ultima modifica: 2 Giugno 2020
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street food milanoDopo la fase sperimentale dello street food, conclusasi con successo, il Comune passerà immediatamente all’individuazione di altri operatori eno-gastronomici per ampliare l’offerta della nuova esperienza di gusto.

Dal mese di marzo, quindi, nella città metropolitana troveranno casa tutti i sapori e le esperienze dello street food, che già impreziosiscono il soggiorno dei turisti in altre importanti città europee.

Il Consiglio Comunale ha infatti approvato formalmente, con 36 voti favorevoli e un astenuto, la modifica del regolamento comunale per la somministrazione di cibi e bevande in area pubblica, rendendo immediatamente possibile assaporare le ricette da strada della tradizione gastronomica regionale italiana.

La sperimentazione che ha portato alla decisione positiva e definitiva era iniziata con Expo 2015 ed è durata oltre un anno.

La modifica del regolamento comunale permetterà così di indire un bando per 50 autorizzazioni – oltre alle 28 che hanno partecipato alla sperimentazione e che saranno prorogate fino all’approvazione delle nuove graduatorie – della durata di cinque anni per l’esercizio dell’attività di street food all’interno del Municipio 1.

Con un occhio alla sostenibilità però: infatti, tutti i mezzi utilizzati per la vendita dello street food – tricicli o quadricicli – dovranno essere eco-friendly, a trazione a pedali o assistita e a motore elettrico.

Gli operatori dello street food potranno proporre prodotti e peculiarità alimentari provenienti da tutto il mondo ma anche i prodotti DOP, IGP, STG e PAT della tradizione e delle culture italiana e lombarda e prodotti freschi.

Molto soddisfatta Cristina Tajani, assessore al Commercio e Attività produttive del Comune di Milano: “Oggi lo street food rappresenta una modalità di commercio ampiamente diffusa nelle capitali europee e mondiali che a Milano vogliamo si caratterizzi per offerta di qualità con mezzi ecologici (…) vogliamo incentivare quella che non è solo una scoperta dei gusti e dei sapori della nostra tradizione ma anche, e soprattutto, una occasione di lavoro per molti giovani che nello street food hanno trovato la propria opportunità commerciale e occupazionale”.

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