Home Imprese Sostenibili Mercato libero energia elettrica: qual è la situazione?

Mercato libero energia elettrica: qual è la situazione?

città: Milano - pubblicato il:
mercato libero energia elettrica

mercato libero energia elettricaRapporto AEEGSI: come si sta evolvendo il mercato libero energia elettrica?

Si moltiplicano operatori e offerte, ne approfittano soprattutto le piccole imprese. Utenti domestici ancora poco consapevoli delle opportunità.

L’AEEGSI ha recentemente aggiornato il suo report biennale sul mercato dell’energia, con un nuovo rapporto che fotografa la situazione degli anni 2014/2015.

I punti più importanti su cui si concentra il report sono lo stato della concorrenza nei settori gas e luce, il numero di utenti passato al mercato libero e le differenze di prezzo con il regime tutelato.

I dati rilevati dall’Autorità ci dicono per esempio che, nel mercato libero energia elettrica, l’incremento degli operatori attivi è cresciuto costantemente nel quadriennio 2012-2015, passando da 219 a 335.

Nonostante questo aumento della concorrenza e quindi delle opportunità, permane una certa reticenza dei consumatori nel lasciare la Maggior Tutela.

Perché? Secondo la stessa AEEGSI, il problema è la poca familiarità dei consumatori con il mercato libero, per cui molti utenti faticano ancora a capire quali sono le offerte più vantaggiose sul mercato; più abili, in questo senso, negozi e piccole imprese. Ma andiamo a vedere più nel dettaglio cosa emerge dall’analisi dell’Autorità.

Le piccole e medie imprese più fiduciose verso il mercato libero energia elettrica

Come dicevamo, l’aumento delle compagnie che operano nel libero mercato è stato notevole. A sfruttare la situazione sono stati soprattutto i negozi e le piccole attività: se nel 2012 il 36% si rifornivano sul mercato libero, nel 2015 la percentuale è salita al 45%.

È migliorata anche la concorrenza, visto che l’operatore con la quota di mercato più alta serve oggi solo il 23% degli utenti, con un calo di oltre il 4% rispetto al 2012. Le piccole imprese sembrano quindi più disposte ad abbandonare il regime tutelato, e stanno contribuendo a creare un mercato dell’energia dinamico e competitivo.

Più incerto invece il settore della clientela domestica: nonostante sia prevista per l’anno prossimo l’abolizione della Maggior Tutela, ancora in pochi si sono decisi a passare al mercato libero energia elettrica: il 32%, neanche un terzo.

Chi l’ha fatto, in genere ha scelto un’offerta di mercato libero proposta dalla stessa compagnia che gli offriva il servizio di Maggior Tutela: il 67% dei passaggi dal regime tutelato al mercato libero è avvenuto infatti all’interno della stessa compagnia.

Libero mercato: il livello dei prezzi

Un altro punto su cui si concentra il monitoraggio AEEGSI è il livello dei prezzi. Stando a quanto riportato dal report, le tariffe delle offerte gas e luce sembrano per i clienti domestici attestarsi su valori mediamente più elevati rispetto a quelli nei regimi di tutela.

Il mercato libero dunque costa di più della Maggior Tutela? Non è esatto. È l’Autorità stessa a sottolineare come le differenze dei prezzi siano dovute a diversi fattori, che vanno presi in considerazione.

Innanzitutto, il fatto che nelle offerte di mercato libero siano spesso presenti servizi aggiuntivi (bollette online, polizze assicurative, assistenza in caso di guasti, programmi fedeltà) rispetto alla semplice fornitura, mentre il costo del regime tutelato comprende soltanto la fornitura di energia.

Questo rende molto difficile una comparazione oggettiva tra i due regimi. In poche parole: se nel mercato libero si paga mediamente un prezzo maggiore, è perché si hanno anche molti vantaggi in più.

Un altro aspetto evidenziato dall’AEEGSI è la predominanza di offerte a prezzo fisso, ossia di tariffe che restano bloccate per un periodo di tempo (in genere 12 o 24 mesi).

Secondo il rapporto tale tipo di offerte necessita che il venditore acquisisca coperture per il rischio di incrementi futuri del prezzo, con un differenziale di assicurazione pagato in più dai clienti.

Anche qui, la questione è piuttosto semplice: la convenienza di avere una tariffa bloccata a una certa cifra deve essere compensata dall’operatore con un prezzo un po’ più alto, per tutelarsi dal rischio di aumenti dei prezzi in futuro. Anche questo contribuisce a spiegare le differenze nel livello di prezzi medi tra regime tutelato e mercato libero.

Ciò detto, l’AEEGSI riporta come PMI ed esercizi commerciali riescano invece ad accedere a costi più in linea con quelli della Maggior Tutela, beneficiando del passaggio al libero mercato. È la conferma del fatto che è anche la capacità dell’utente di trovare la fornitura più conveniente a determinare prezzi più o meno alti.

Proprio per questo nel rapporto l’Autorità dice di ritenere indispensabile aumentare gli sforzi regolatori per incrementare le capacità di scelta dei clienti domestici, rendendo ancora più trasparenti e chiare le condizioni dei contratti e implementando strumenti che permettano di comparare più facilmente le varie offerte.

Condividi: