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Giovani e tutela dell’ambiente: da qui passa il futuro del Green

pubblicato il: - ultima modifica: 13 Ottobre 2021
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tutela dell'ambiente giovaniTutela dell’ambiente, rispetto e, perché no, capacità di reinventarlo: i giovani si avvicinano all’ambiente e alla sua tutela affascinati dalle potenzialità e rispettosi di quello che possono andare a creare.

Magari anche a livello professionale. Green Planner ha avuto il piacere di lavorare per tre giornate fianco a fianco con la 5G del liceo classico Manzoni di Milano: dopo averli incontrati in classe dove si è parlato di come sta cambiando la comunicazione e di quanto sono alte le potenzialità del settore legato alla circular economy, i ragazzi si sono divisi in redazioni progettando il nome della testata e dividendosi i ruoli redazionali.

Video interviste e partecipazione attiva a un convegno in tema hanno concluso il percorso. Qui pubblichiamo il reportage di una delle redazioni, battezzata Natural Born City, uno spaccato della fiducia che riserviamo a chi a breve prenderà in mano le sorti del nostro pianeta.

“Ci deve essere un modo migliore per fare le cose che vogliamo, un modo che non inquini il cielo, o la pioggia o la terra”.

Ci pareva opportuno iniziare l’articolo con una citazione che, per questa volta, non proviene dalla saggezza antica, ma dal panorama musicale degli anni ’60, pronunciata da Paul McCartney, soprattutto perché è ben rappresentativa di quanto abbiamo potuto apprendere grazie all’esperienza con Edizioni Green Planner.

Non solo per quanto riguarda la tutela dell’ambiente quindi, ma anche come poterlo reinventare grazie all’utilizzo di tecniche che permettono per esempio di riciclare scarti agroalimentari per produrre tessuti che rispettino, naturalmente, i principi dell’ecodesign, come abbiamo potuto scoprire durante il Convegno Opportunità Green Jobs tenutosi a Fiera Milano Rho fra il 22 e il 24 febbraio di quest’anno.

Non appena siamo entrati nello spazio adibito al convegno abbiamo potuto immediatamente toccare con mano l’utilità del lavoro intrapreso prima in classe e poi in Fondazione Cariplo, e comprendere le grandissime opportunità che il mondo dei Green Jobs offre a giovani e non solo, ma anche il notevole margine di sviluppo del settore stesso in un numero di campi più ampio di quanto credessimo.

È stata poi una gradevole sorpresa, nonostante un primo momento di imbarazzo, la scoperta di doverci presentare come redazione ciascuno con il proprio ruolo, non più limitato e quasi astratto all’interno delle mura della classe, ma davanti a un pubblico di esperti in materia e nonostante questo ugualmente interessati alle domande che alcuni di noi hanno rivolto alle ricercatrici intervenute nella discussione, fra cui in particolare citiamo, per affinità di interessi con la nostra redazione, Patrizia Menegoni di Enea, che ha presentato il progetto Urban green Anthosart riguardo ai benefici delle piante autoctone sul paesaggio urbano.

Il convegno è stato però solamente il punto d’arrivo, o più auspicabilmente una tappa, di un percorso che, come si è accennato in precedenza, ha avuto inizio per lo più in Fondazione Cariplo dove, sempre divisi in redazioni, abbiamo potuto ascoltare Andrea Trisoglio, referente del progetto Green Jobs, che ci ha aperto delle prospettive non solo interessanti in sé, ma anche appetibili agli occhi di ragazzi che più o meno a breve, già con la scelta dell’università, inizieranno ad affacciarsi sul mondo del lavoro, magari riuscendo a integrarlo anche con una prospettiva legata alla tutela dell’ambiente e all’ecosostenibile.

Prima di questa esperienza il mondo del green sembrava essere decisamente distante e poco legato al nostro percorso di studi fin qui intrapreso, e nonostante tutti noi avessimo una discreta conoscenza in materia, non potevamo certo dirci consapevoli della grande responsabilità che non solo gli esperti nel campo, ma anche i giovani, proprio in quanto abitanti di questo pianeta al pari dei primi, abbiano nei confronti del tempo presente, ma ancor di più di quello futuro, in cui, come redazione, speriamo che tutti i progetti di cui abbiamo sentito parlare possano finalmente dare i loro frutti.

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