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Raccolta self service: è boom in campi, serre e negozi

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
raccolta self service

raccolta self serviceAnche in Italia sta prendendo piede il pick your own – la raccolta self service: campi, serre e finanche negozi, lo applicano dando fiducia ai clienti e riducendo il costo della mano d’opera.

Si può raccogliere e acquistare un po’ di tutto: dalla frutta alla verdura e ora anche i fiori. Coldiretti Lombardia ha fatto una veloce rassegna di esperienze di raccolta self service tra i propri associati e ha visto che la cosa piace e sembra tutto sommato funzionare.

Anche se vanno subito messe in chiaro le regole per non avere sorprese. È quanto ha dimostrato la bellissima esperienza del campo di tulipani di Cornaredo in pieno Parco Agricolo Sud Milano dove due giovani olandesi, Edwin Koeman e Nitsuhe Wolanios, hanno aperto il primo giardino italiano dedicato a questi bulbi dove i consumatori proprio fino a qualche giorno fa hanno potuto entrare e cogliere personalmente quelli che preferivano.

La raccolta self service è finita proprio in questi giorni. Adesso toccherà aspettare l’anno prossimo. Ma da quello che abbiamo inteso sarà introdotto anche qualche piccolo accorgimento per limitare i danni di chi – leggi noi cittadini – non è affatto abituato a rispettare l’ambiente e la proprietà altrui.

Buona cosa è quindi evidenziare le regole: c’è chi arriva da casa già con le proprie borse, mentre per chi ne è sprovvisto può prendere delle cassette. Ottimo esporre in entrata cartelli dove è messo ben in chiaro cosa si può raccogliere in quel determinato giorno. Meglio poi far pagare un tot al chilo indifferentemente da quali ortaggi si siano raccolti.

Così si fa nell’azienda Agrifoppa a Vimercate dove il metodo della raccolta self service è attivo da una decina di anni. 60 gli ettari di terreno suddivisi in colture orticole e cerealicole, di cui 10-12 ettari sono dedicati esclusivamente al pick your own.

A Valbrembo, in provincia di Bergamo, Matteo Locatelli, 28 anni, nella sua azienda Sant’Anna ha un frutteto dedicato alla raccolta fai-da-te con circa 200 alberi (su un totale di circa 8.600 piante da frutto). Qui vengono consegnati cestini che possono contenere da 1, 2 o 5 chili e il prezzo è di 4 euro al chilo.

Per Marco Mizzi, 26 anni, con la sua azienda Il Ceraseto di Lodi, la raccolta self service è un debutto in tutti i sensi: “Già da qualche anno cercavo un campo per poter piantare un mio frutteto. Finalmente, nel 2013 ho trovato una famiglia che metteva in vendita il proprio e nel marzo 2014 ho potuto dare il via a questa avventura che, verso la fine di maggio di quest’anno, mi permetterà di aprire la mia attività: i primi frutti sono nati l’anno scorso, ma per una piena produzione ho dovuto aspettare fino a questa primavera. Il mio terreno si estende per circa un ettaro e mezzo e comprende 700 ciliegi di 26 varietà diverse, 100 albicocchi, una trentina di peschi, 20 susini europei e circa 400 piantine tra more, lamponi e mirtilli. L’idea dell’autoraccolta mi è venuta pensando alle difficoltà che avrei avuto vendendo all’ingrosso. Mentre a chi si presenterà al mio campo consegnerò dei cestini da un chilo, spiegherò come raccogliere e indicherò quali saranno i filari già maturi. In alternativa, darò la possibilità di comprare frutta già confezionata e selezionata: ho accumulato parecchia esperienza in questo ambito, avendo lavorato diversi anni presso il frutteto sperimentale di Arcagna, che è collegato all’Università di Milano”.

2Quella della raccolta fa-da-te, più che un’idea, è stata una richiesta specifica dei nostri clienti abituali, alla quali siamo voluti andare incontro: ormai la consentiamo da circa tre anni”.

È così che spiega l’avvio d questa attività Sofia Montorfano, 36 anni, dell’azienda agricola biologica San Damiano di Cantù, in provincia di Como.

Qui su 300 piantine di mirtilli, 50 sono dedicate alla raccolta self service e su 14 file da 100 metri l’una di lamponi 2 file sono riservate ai pick your own. Infine, 50 piantine di more sono tutte dedicate alla raccolta libera. Segno che l’importante è diversificare.

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