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Quattro ruote: qualcosa si muove a… idrogeno

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
auto a idrogeno

auto a idrogenoSenza troppo rumore, come è nello stile dei motori ecologici buone nuove arrivano dal fronte delle auto a idrogeno che si muoveranno facendo fuoriuscire dai propri scappamenti solo acqua demineralizzata.

Sono auto costose quelle che per il momento circolano per le città europee, per lo più di marche asiatiche.

Ma entro il 2025 anche l’Italia dovrà dotarsi di un “numero adeguato di stazioni di rifornimento a idrogeno” – a oggi se ne contano 3 in tutta Italia con l’impianto di Bolzano che è sicuramente il più utilizzato, seguito da Milano San Donato e Capo d’Orlando.

Per cui ci si aspetta una importante crescita di auto a idrogeno anche in Italia.

Tutto nasce dal fatto che questo inverno in Gazzetta Ufficiale è apparsa la pubblicazione del decreto 257 con cui l’Italia ha finalmente recepito la direttiva europea 2014/94/Ue sulle infrastrutture per i combustibili alternativi.

E tra questi alternativi c’è appunto la necessità di installare punti di rifornimento di idrogeno. Di grande taglia: quelli che riforniscono in maniera smart.

E così Honda, Hyundai, Toyota possono iniziare a considerare il Bel Paese nei loro piani di espansione dei modelli a idrogeno che già hanno a listino.

Come le nuove Honda Clarity Fuel Cell che, si legge da una nota aziendale, siano assolutamente autonome in termini di riserva di idrogeno e celle a combustibile (o fuel cell) che fanno reagire il gas con l’ossigeno dell’aria: è così che si produrrebbe l’energia elettrica che va ad alimentare un motore collegato alle ruote anteriori. Che bello: dallo scarico esce acqua distillata.

155 cavalli è la potenza della Toyota Mirai una Fuel Cell System (TFCS), sistema che abbina la tecnologia delle celle a combustibile alla tecnologia Hybrid Qui, l’idrogeno è contenuto all’interno di serbatoi con una struttura a tre strati realizzata in plastica rinforzata con fibra di carbonio. Che, afferma la casa produttrice, rende il tutto molto più efficiente.

Anche una Hyundai gira a idrogeno a dimostrazione che le case automobilistiche asiatiche credono in questo carburante ecofriendly.

E in Italia? Nel 2025 potrebbero essere 27mila le auto a idrogeno con celle a combustibile, e 8 milioni e mezzo nel 2050, affiancate da 23mila autobus supportate da 5mila stazioni di rifornimento.

Le cifre previsionali si trovano nella proposta del piano nazionale per la mobilità a idrogeno, illustrata recentemente da Alberto Dossi, presidente del Comitato di indirizzo strategico di mobilità idrogeno Italia (MH2IT) e presidente del Gruppo Sapio.

Ma, ammettiamolo, in termine di modelli siamo ancora in fase prototipale. Una bella esperienza la sta portando avanti il Politecnico di Torino che lo scorso anno ha vinto anche un premio – lo Shell Eco-marathon a Londra nella categoria prototipi a fuel cell a idrogeno – per la monoscocca in fibra di carbonio la cui massa non pesa neanche 40 kg; un motore elettrico da 200 W e fuel cell a idrogeno da 500 W.

Freni anteriori e posteriori con circuiti separati; cinematismo di sterzo agente sulle ruote anteriori carenate; aerodinamica efficiente. È questa la carta d’identità dell’Idrakronos, il prototipo di auto a idrogeno a fuel cell ideato dal team studentesco del Politecnico di Torino H2politO.

Massimiliana Carello, faculty advisor del team H2politO, ha commentato: “Il risultato che abbiamo ottenuto è il frutto di un grandissimo lavoro di squadra, che non coinvolge solamente gli studenti del team H2politO ma anche tutti i giovani ingegneri del mio gruppo di ricerca Iehv. Idrakronos è il risultato di una perfetta integrazione di dinamica veicolo, aerodinamica, uso di materiali compositi strutturali, controllo elettronico e della fuel cell, sistema di telemetria”.

Idrakronos che dovrebbe consumare di 737 kg/m3 equivalenti a 2188 km/L di benzina si posiziona come il prototipo che consuma meno al mondo.

In questo senso danno una mano anche pneumatici speciali Michelin, che – sempre secondo i test driver – offrono una resistenza al rotolamento sei volte più bassa del pneumatico stradale Michelin Energy Saver.

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