Home Green Jobs Varion, l’algoritmo italiano che individua gli Tsunami

Varion, l’algoritmo italiano che individua gli Tsunami

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
mappa tsunami

mappa tsunamiScrutare il cielo per individuare gli tsunami: sembra un controsenso ma è quello che si riuscirà a fare grazie all’algoritmo Varion, sviluppato da un team di ricercatori della Sapienza di Roma e del Jet Propulsion Laboratory della Nasa.

Il nuovo algoritmo è infatti in grado di individuare le perturbazioni dell’atmosfera terrestre generate dagli tsunami, riuscendo così a individuarli in tempo reale e prima che posano raggiungere le coste.

Merito del lavoro di Giorgio Savastano, dottorando ventisettenne di Geodesia e Geomatica della Sapienza, che insieme ad Augusto Mazzoni e Mattia Crespi, hanno ricevuto anche il riconoscimento della Nasa.

Varion (Variometric Approach for Real-time Ionosphere Observation), utilizza le osservazioni provenienti da GPS e altri sistemi di navigazione satellitare per individuare, in tempo reale, le perturbazioni nella ionosfera terrestre – lo strato dell’atmosfera che si estende da circa 80 a 1.000 km al di sopra della nostra superficie – associate agli tsunami.

Uno tsunami che si muove nell’oceano sposta l’aria sovrastante generando delle perturbazioni nell’atmosfera note come onde di gravità. Poiché l’atmosfera terrestre è sempre più rarefatta procedendo verso l’alto, queste onde di gravità si amplificano e quando raggiungono una quota di circa 350 km la loro ampiezza è tale da causare apprezzabili variazioni nella densità elettronica della ionosfera che possono essere misurate.

animazione individuazione tsunami

Il lavoro che ha portato alla realizzazione dell’algoritmo Varion è stato finanziato da Sapienza e JPL ed è stato recentemente pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature.

“Varion è un contributo innovativo per un sistema integrato di allerta tsunami” afferma Savastano “Stiamo lavorando per implementare questo algoritmo all’interno della rete di stazioni GNSS del JPL che fornisce dati in tempo reale da circa 230 stazioni sparse su tutto il mondo”.

Condividi: