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Giornata degli oceani, impegniamoci a salvarli dalla plastica

città: Milano - pubblicato il:
giornata degli oceani

giornata degli oceaniAnche quest’anno si festeggia l’8 giugno la giornata degli oceani che sempre più si stanno riempiendo di plastica; tanto che Greenpeace stima che ci siano oltre 5.250 miliardi di pezzi di plastica per un peso superiore a 250mila tonnellate che galleggiano negli oceani del mondo.

Oltre all’impegno di tutti per evitare questa catastrofe, rileviamo l’attenzione di diverse iniziative che tentano una soluzione.

È il caso di Bio-on. Le cui micro-polveri della dimensione di pochi micron e di una forma particolare, realizzate in bioplastica PHAs, gettate nel mare inquinato formano una struttura porosa adatta risucchiare e catturare una serie di batteri, che nutrendosi della bioplastica, si moltiplicano e si rafforzano fino ad attaccare il petrolio.

Il tutto in maniera abbastanza veloce: l’azienda che sta monitorando l’applicazione da diversi mesi con l’ausilio dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR di Messina, parla di processi biodegradativi che si attivano in circa 5 giorni e la frazione degradabile degli idrocarburi (per esempio il petrolio) viene eliminata in circa 20 giorni.

“È la natura che cura sé stessa” spiega Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on cui si deve la sperimentazione portata avanti “perché la nostra bioplastica, di origine vegetale, serve a proteggere e a nutrire questi batteri accelerando la loro naturale azione”.

Le micro polveri alla base di Minerv Biorecovery sono biodegradabili al 100% e non rilasciano residui in mare.

Il processo di biodegradazione della polvere di PHAs è sufficientemente lento (1-2 mesi a seconda delle condizioni) da permettere l’azione bio-rimediante dei microrganismi che, dopo aver eliminato gli inquinanti, tornano ai normali livelli dell’ambiente marino.

Grazie a questi studi Bio-on è in grado di definire un’applicazione totalmente nuova, nel campo della oil-bioremediation, un’articolata attività che ha lo scopo di rimediare all’impatto negativo sull’ambiente di sversamenti di molecole e prodotti inquinanti, come gli idrocarburi.

Sempre in tema di oceani da rispettare, segnaliamo anche che entro il 18 giugno è possibile inviare progetti innovativi volti alla raccolta e al riutilizzo di materiali di scarto che oggi inquinano mari e oceani e che possono trovare, nel mondo del lusso (l’iniziativa è patrocinata anche da Bulgari), una seconda vita.

L’idea è quella di trovare soluzioni nell’ambito del packaging e dei materiali di Visual Merchandising. È in sintesi questo il contest IH Fellowship on Ocean Cleanup promosso da Impact Hub Milano insieme al Wwf.

Per la prima startup classificata e il runner-up previsti un percorso di incubazione in Impact Hub Milano di tre mesi e un grant complessivo pari a 15.000 euro.

Una apposita giuria porterà dapprima alla scelta di 6 giovani aziende che accederanno alla fase di sviluppo del business model che prevede un percorso di pre accelerazione della durata di due mesi.

Al termine di questo periodo, a inizio ottobre 2017, verranno selezionati un Fellow e un Runner-up che accederanno alla fase cosiddetta Prototype della durata di 12 settimane che prevede il supporto durante la costituzione, lo sviluppo e il lancio sul mercato del prodotto/servizio.

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