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Coltivare canapa: ecco perché conviene anche in Italia

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
coltivare canapa - canapa mundi
immagine di Michael Fischer per Pexels

coltivare canapaSi ritorna a coltivare canapa, una coltura che ha fatto la storia dell’Italia e che, come pianta, ben rappresenta il concetto di circular economy agricola.

Dalla pianta di canapa infatti si estrae di tutto: dalla pasta al pane alla farina, che non contiene glutine, fino all’olio ricco di Omega 3 e dalle spiccate proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

E poi nel settore abbigliamento e arredamento, con la produzione di tessuti resistenti e green perfetti per maglie, vestiti, borse, tappeti, ma anche sacchi, corde, teloni e imbottiture per materassi.

In più, coltivare canapa permette di ottenere mattoni ecologici e sostenibili da usare nella bioedilizia e pellet per il riscaldamento delle case, senza dimenticare gli utilizzi per detersivi, tinte e colori, solventi e inchiostri.

Solo nell’ultimo triennio, la superficie agricola riconvertita per coltivare canapa è passata da 950 a quasi 3.000 ettari, registrando un incremento del 200%.

Sono dati Cia, il consorzio che ha all’interno un vasto numero di aziende agricole guidate da donne e che proprio alle donne consiglia di coltivare canapa, piante officinali e mellifere.

Perché coltivare canapa: quali vantaggi?

La canapa rappresenta un’occasione unica per i territori – sottolineano le Donne in Campo della Cia. Anche perché contribuisce a ridurre il consumo di suolo, diserbare i terreni e bonificarli dai metalli.

Una produzione polivalente che attraversa oggi una nuova età dell’oro, grazie anche all’entrata in vigore della legge 242 del 2016 sulle Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, mirata proprio al rilancio di un settore che, in realtà, fino agli anni Cinquanta del secolo scorso era fondamentale per l’Italia, quando il Belpaese era il secondo produttore mondiale di canapa dietro all’Unione Sovietica con 100.000 ettari seminati e un milione di quintali prodotti.

Non solo canapa: anche le piante officinali sono interessanti

Altrettante possibilità di sviluppo hanno le piante officinali. Anice, aloe, camomilla, calendula, cumino, gelsomino, genziana, lavanda, liquirizia, maggiorana, menta, melissa, mughetto, rosmarino, piretro, salvia, valeriana, zafferano.

A oggi il loro consumo da parte dell’industria farmaceutica, erboristica, alimentare, liquoristica, cosmetica è in continuo aumento ovunque.

Eppure in Italia – ricorda Donne in Campo Cia – nonostante gli incrementi registrati negli ultimi anni e 2.940 aziende produttrici in tutto il Paese (+34%), di cui quasi la metà biologiche (41%), la produzione di piante aromatiche, medicinali e da condimento non cresce ancora abbastanza e riesce a far fronte al fabbisogno nazionale soltanto per il 30%.

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