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Navi da crociera a Venezia, domenica 18 il referendum

città: Venezia - pubblicato il:
navi da crociera a venezia

navi da crociera a veneziaL’annoso problema delle navi da crociera a Venezia, che per mostrare le bellezze della città, mettono a rischio l’ambiente e la sicurezza della Laguna, potrebbe trovare una soluzione dal basso grazie al referendum che, domenica 18 giugno, permetterà ai cittadini veneziani di esprimere la loro posizione a riguardo.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso da Cittadini per l’aria onlus con Ambiente Venezia, Comitato No Grandi Navi-Laguna bene comune, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Italia Nostra (Venezia), Movimento dei consumatori (Venezia), We are here Venice.

Via le navi da crociera dalla laguna a tutela della salute umana e per far rientrare gli inquinanti dell’aria nei limiti di legge.

Con il referendum di domenica 18 giugno, Venezia lanci un segnale forte per un cambiamento di passo a supporto di un turismo che non danneggia le città di porto e, a livello nazionale, per la creazione di una zona a basse emissioni nel Mediterraneo.

Con grandi investimenti in marketing le compagnie di crociera cercano di avvalorare l’immagine di un settore produttivo pulito e rispettoso dell’ambiente. Ma è vero il contrario. L’industria delle crociere contribuisce all’inquinamento atmosferico minacciando l’ambiente e la nostra salute.

Le navi da crociera – in navigazione – utilizzano olio combustibile pesante che arriva ad avere un contenuto di zolfo 2.700 volte maggiore di quello del gasolio per autotrazione.

Anche considerando il limite dello 0.1% previsto dall’accordo volontario Blue Flag siglato dalle compagnie da crociera per la navigazione nella Laguna di Venezia e imposto per le navi all’ormeggio, tale concentrazione di zolfo è comunque 100 volte superiore a quella imposta per i combustibili usati sulla terraferma.

La stragrande maggioranza delle navi da crociera, inoltre, non utilizza alcuna tecnologia di abbattimento delle emissioni, come invece accade per i veicoli su strada, e lascia dunque dietro di sé grandi quantità di inquinanti atmosferici (particolato, black carbon, ossidi di zolfo – Sox – e di azoto – NOx) che danneggiano gli ecosistemi, contribuiscono all’acidificazione e all’eutrofizzazione del suolo, delle acque e delle zone costiere, alla solfatazione dei materiali lapidei che è particolarmente grave nelle città d’arte.

Inquinanti dell’aria responsabili, ancor prima, di gravi malattie per gli esseri umani come il cancro, l’asma, le malattie cardiovascolari e neurologiche e che causano, solo quelli derivanti dalla navigazione, la morte prematura cinquantamila persone all’anno in Europa.

A Venezia, nel 2016, sono stati violati praticamente tutti i limiti e valori obiettivo per gli inquinanti atmosferici previsti dalla legge a tutela della salute umana e, dunque, il problema è particolarmente grave e sentito perché le navi da crociera percorrono la laguna per chilometri dalla bocca di Lido e l’intero canale della Giudecca, costeggiando il centro della città a una distanza di poche decine di metri dalle abitazioni, fino a ormeggiare alla stazione Marittima, nella città storica, vicino alle case di Santa Marta, e non lontano da varie scuole.

“L’evidenza scientifica recente” ricorda Anna Gerometta Presidente di Cittadini per l’aria “indica che il particolato primario emesso dalle navi ha una dimensione prevalentemente ultrafine o sotto forma di nano-particelle che sono le più pericolose per la salute umana. E ci indica anche che a Venezia l’82% degli IPA – gli idrocarburi policiclici aromatici – il cui effetto cancerogeno per l’uomo è riconosciuto dallo IARC, deriva dal trasporto navale. Ecco perché è ora di agire, allontanando le grandi navi dal Bacino di San Marco e proteggendo la salute dei veneziani e dei turisti che scelgono Venezia per una vacanza immersa nell’arte, lontano da inquinanti atmosferici che mettono a rischio la salute umana anche in seguito a una esposizione a breve termine”.

“In questi anni nulla di serio è stato fatto per mitigare queste emissioni: non vi è alimentazione a terra, le navi bruciano carburante molto inquinante per generare elettricità in banchina, tenendo i motori accesi 24 ore su 24 nel cuore dell’abitato urbano ove la popolazione è dunque esposta a questi inquinanti in maniera cronica” ricorda Luciano Mazzolin dell’associazione Ambiente Venezia.

Cittadini per l’Aria, nell’ambito della campagna Facciamo respirare il Mediterraneo, rende oggi noti i dati delle nuove misurazioni delle polveri ultrafini effettuate recentemente alle Zattere e alla Giudecca da Axel Friedrich, consulente di NABU, al passaggio di MSC Musica e Costa Deliziosa: i picchi registrati al passaggio indicano emissioni di particolato ultra fine pari a quasi 30 volte i valori che si registrano nei luoghi ove l’aria è pulita.

Emissioni simili a quelle che presumibilmente si abbattono quotidianamente sull’abitato di fianco alla Stazione Marittima, sulle migliaia di studenti che frequentano le Università di Ca’ Foscari e Iuav, sui bambini che frequentano le scuole dei dintorni durante lo stazionamento delle navi da crociera in porto e sulle case della città al passaggio delle navi.

Studi recenti indicano che la popolazione che risiede entro 500 metri da un porto ove stazionano grandi navi e traghetti ha un incremento di mortalità pari al 31% per tumori al polmone e del 51% per malattie neurologiche. Basta al riguardo guardare, usando Google Maps, le distanze fra le navi di passaggio e in stazionamento a Venezia per rendersi conto che questa contiguità fra le grandi navi e la popolazione di Venezia deve terminare al più presto.

Cittadini per l’aria, Ambiente Venezia e Comitato No Grandi Navi-Laguna bene comune, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Italia Nostra (Venezia), Movimento dei consumatori (Venezia), We are here Venice invitano i cittadini veneziani a votare SI al referendum di domenica 18 giugno per allontanare le grandi navi dalla laguna, e le autorità responsabili a sostenere l’istituzione, al più presto, di una zona a basse emissioni nel Mediterraneo, attivandosi altresì affinché tutte le navi usino combustibili a basso tenore di zolfo e adottino tecniche di post-trattamento e riduzione delle emissioni di PM e NOx.

“È ora che Venezia pensi alla salute dei suoi cittadini e dei turisti che la visitano” conclude Anna Gerometta “e a preservare il proprio patrimonio artistico, ergendosi a simbolo di un futuro più sostenibile in cui l’Italia ha già dimostrato di credere ipotizzando, nel codice dell’Ambiente, una zona a basse emissioni nel Mediterraneo”.

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