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Interdipendenza, se sei una BCorp la fai naturalmente

città: Milano - pubblicato il:
BCorp interdipendenza Cascais

Strumento di riscatto per i dipartimenti aziendali che si occupano di corporate social responsibility, la certificazione BCorp sta conquistando direttamente molti imprenditori italiani.

Il perché ce lo spiega in questa video intervista Paolo di Cesare, co-founder di Nativa, l’azienda che in Italia sta diffondendo il verbo delle BCorp; con lui Eric Ezechieli, Anna Cogo e Nicolas Schilder, che abbiamo incontrato alla convention europea delle BCorp tenutasi quest’anno a Cascais in Portogallo.

dichiarazione interdipendenza bcorpLe 52 BCorp italiane certificate a oggi – su un totale di 2mila aziende certificate in oltre 50 paesi del mondo – si sono dette pronte a essere interdipendenti che è un messaggio che dimostra la presa di coscienza di come ogni azienda è calata in un contesto sociale, ambientale storico e culturale.

Tra queste anche Edizioni Green Planner, che vanta il primato di prima BCorp tra le case editrici e le testate giornalistiche italiane.

“Certo, per noi è stato naturale” commenta Paolo Galli, che ha curato per Edizioni Green Planner il cammino verso la certificazione “ci occupiamo di sostenibilità sia ambientale che sociale scrivendo tutti i giorni e vivendo questi temi anche sulla nostra pelle. Per cui le azioni, gli eventi, le attività messe in pratica dal 2012 a oggi ci hanno permesso di superare l’assessment”.

Lo stesso che a volte blocca chi immagina che la certificazione volontaria sia semplicemente come compilare tabelle. Non è così: i parametri da sostenere sono sociali (molti), ambientali (discreti), culturali (anche) per un business che oltre al profitto percorre una nuova strada etica, ambientale e filantropica.

Forte la matrice statunitense, ma anche l’Europa sta mostrando progetti interessanti. Buoni spunti da replicare.

bcorp mondora interdipendenzaCome quelli ideati e promossi da Francesco Mondora, socio dell’omonima realtà che ora è stata acquisita al 51% da TeamSystems.

Siamo in piena Ict, quella fredda degli ingegneri che però dimostra di fare molto sia per le terre (l’azienda ha anche una vocazione agricola), sia per il supporto delle comunità meno fortunate.

Francesco Mondora infatti inserisce nei contratti una clausola di interdipendenza che mette nero su bianco, per i propri clienti e fornitori, un impegno in attività di supporto a chi ne ha più bisogno.

Consulenti, aziende tecnologiche, ma anche studi legali tra le BCorp italiane. E diverse startup che però sono ancora pending perché devono avere alle spalle almeno un anno di bilancio.

Poi, tra i settori produttivi made in Italy spicca con forza, quello della cosmesi: Davines, ultimissima new entry, con un passato di attività a supporto delle fasce più deboli e un futuro molto green, con ricadute forti anche sul territorio attraverso le 80 sussidiarie in giro per il mondo.

bcorp davines chilometro verdeDavines, inoltre, sta ampliando a Parma la nuova sede seguendo in pieno lo stile dell’edilizia sostenibile.

“E poi c’è il progetto del chilometro verde” ci racconta Davide Bollati, presidente e proprietario di Davines “che prevede la piantumazione di alberi lungo l’autostrada A1. Un modo per attutire l’inquinamento e promuovere un’azione di bellezza per il territorio”.

Mancava solo Alessi alla convention di Cascais. Appena nominata BCorp l’azienda avrebbe mostrato come anche il mondo del design e della produzione di oggetti per la casa ha una forte propensione per il sociale e per la cultura – il 20% del fatturato dell’azienda è realizzato grazie a prodotti esposti nei musei di tutto il mondo.

Prova ne è anche il progetto Buon Lavoro, che nel 2013 aveva visto l’azienda donare alla comunità oltre 10mila ore di lavoro dei propri dipendenti.

Ma c’è sempre tempo: gli incontri della comunità delle BCorp sono molti. Ottobre potrebbe essere un’altra bella occasione di parlare di interdipendenza a Toronto, confrontandosi con le aziende d’oltre-oceano.

Magari si avrà modo di rincontrare la Chief Manifesto Catalyst di Danone, Lorna Davis. A lei si deve il percorso verso la sostenibilità di questa azienda, ovviamente come BCorp. La Davis ha un principio chiaro: “rendere semplice e comprensibile a tutti qualsiasi cosa si faccia”.

Un suggerimento che secondo la manager dovrebbe essere seguito anche dal movimento che lotta per i cambiamenti climatici. Ancora troppo elitario, a suo dire, e poco comprensibile ed empatico verso il cittadino.