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La canapa a sfondo sociale: l’esperienza di Campanapa

città: Benevento - pubblicato il: - ultima modifica: 3 Giugno 2020
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campanapaLa canapa non è solo una pianta: è cultura, è vita; è così che la pensa Campanapa, cooperativa di trenta soci, con un potenziale di 1.000 ettari di produzione, nata dall’unione di alcune aziende agricole del casertano e del beneventano, tutte già con qualche esperienza pregressa sulla canapa.

Lo scopo principale è quello di riportare in Campania la riscoperta di questa antica coltivazione, che fino agli anni Cinquanta era assai diffusa proprio qui, tanto che si dice che in Campania fin dopo la Seconda Guerra mondiale la produzione superava i 90.000 ettari.

L’opportunità è duplice: da una parte riportare in auge la coltivazione di una pianta dalle mille opportunità, dall’altra recuperare e riconvertire i terreni lasciati in disuso anche dopo la fine degli incentivi statali al settore del tabacco.

Ma non solo: da due anni Campanapa lavora nel casertano in sinergia con alcune associazioni e organizzazioni per il ripristino e la riattivazione dei terreni confiscati alla camorra.

È il caso della Cooperativa femminile Nuova Terra Verde, oltre all’associazione Nero e non solo.

È qui che prende forma il progetto chiamato La Terra Dei Cuori, progetto organizzato da alcuni ragazzi di Londra che hanno avviato una campagna di Found rising, nel ristorante italiano I love food nel cuore della capitale britannica, dove hanno parlato dei problemi legati alla terra dei fuochi devolvendo poi l’intero ricavo di questa campagna per lo sviluppo di una piantagione di canapa su un terreno confiscato.

“Molto importante per noi resta anche la questione ambientale e quella della terra dei fuochi” spiega il presidente di Campanapa, Francesco Pedicini “soprattutto per chi come i nostri associati e agricoltori del casertano, vivono quotidianamente sulle proprie teste. Crediamo che la canapa possa dare una mano in questi territori grazie alle sue qualità fitobonificanti”.

Di questo la cooperativa ne ha parlato lo scorso marzo al Parlamento europeo direttamente a Bruxelles dove hanno preso la parola alla conferenza The Multiple Uses Of Hemp.

I primi passi sono stati avviati, ma Pedicini ammette che il lavoro da fare è ancora tanto anche se in Rete è più facile: la Campanapa è seguita da Confcooperative e lavora con la l’Apis – Associazione Provinciale Imprese Sannite.

“In questo periodo” spiega Pedicini “stiamo lavorando per creare un centro di trasformazione delle paglie, soprattutto vista la necessità che il mercato oggi ha nel diminuire i prodotti di natura petrolchimica e di scoprire e trovare materiali sempre nuovi e di natura vegetale per uno sviluppo industriale ecosostenibile”.

“Incentrandoci su questo discorso proprio negli ultimi giorni abbiamo stipulato un protocollo di intesa con l’A.N.C.E. (Associazione Nazionale Costruttori Edili) attraverso la figura del Presidente Mario Ferraro e il Dipartimento di Ingegneria Edile dell’Università degli Studi del Sannio che vede la Prof.ssa Maria Rosaria Pecce a capo della ricerca per la creazione di materiali innovativi nel settore dell’edilizia”.

Gli obiettivi di Campanapa

La missione di Campanapa è di aumentare la redditività dell’azienda agricola con la coltivazione della canapa, dalla cui pianta è possibile ricavare centinaia di prodotti “con una redditività” calcola Pedicini “simile a quei 7-8.000 euro che gli agricoltori ricavavano dal tabacco”.

Tutto sta iniziare a superare le difficoltà che il settore canapa in Campania oggi è costretto ad affrontare: “quest’anno contiamo 50 ettari di produzione (su un potenziale di mille). Tutta la produzione e la successiva trasformazione viene effettuata dalla cooperativa perché crediamo che il vero valore e la forza della cooperativa stia nell’unione degli agricoltori e nella creazione di una filiera che possa dare sviluppo ai territori e far girare le economie locali, divenendo anche incubatori di imprese, questo perché ormai abbiamo decine di esempi che in questi ultimi decenni ci hanno insegnato che essere relegati alla figura di meri conferitori non aiuta la nostra economia”.

Per chi volesse aderire al progetto e/o avere maggiori informazioni sui prodotti dell’associazione dei coltivatori può consultare il sito web dedicato.

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