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The Green Wire, un documentario su due ruote, da Bergamo ad Alberobello

città: Bergamo - pubblicato il:
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the green wireViaggiare per porsi delle domande e trovare, con l’esperienza, la risposta: è quanto hanno fatto tre ragazzi attraversando l’Italia in bicicletta – da Bergamo ad Alberobello – per realizzare il documentario The Green Wire.

I tre giovani – Alfredo Amadori, Sergio D’Adda e Alessandro Pagnoncelli – hanno pedalato per 100 chilometri al giorno per parlare di agricoltura biologica, giovani e viaggi, entrando in contatto con molte realtà produttive locali.

Lo scopo del viaggio, ci racconta l’ideatore del progetto Alfredo Amadori, era realizzare un documentario che si intitolerà The Green Wire, il filo verde, come il filo immaginario che si srotola, chilometro dopo chilometro, per tutta l’Italia, che sarà presentato a ottobre.

Alla realizzazione del documentario hanno lavorato giovani tra i 20 e i 30 anni: Simone Marchi e Beatrice Sancinelli alle riprese, Michele Loreti è il tecnico del suono; collaboreranno alla post produzione il fumettista Marco Locati e la scrittrice Gisella Laterza.

Varie le tappe interessanti raccontate nel documentario: nell’apicoltura Casa Pietra, a Salsomaggiore (Parma), i tre ragazzi hanno appurato l’emergenza della situazione del clima e dell’effetto sulle api.

A Bologna hanno conosciuto il Gas BorgoMondo, gruppo di acquisto solidale comprendente 50 famiglie che decidono di comprare biologico, durante una visita ai mercati del progetto Genuino Clandestino.

Nel Podere Roccolo di Rimini The Green Wire racconta l’importanza della vendita diretta, come vera alternativa di contrasto alle politiche sui prezzi della GDO. Una tappa importante è stata l’azienda Girolomoni, a Isola del Piano (Pesaro-Urbino), nata nel 1971 e che esporta in 23 Paesi del mondo.

Il lago nella Valle, di Monte San Vito, è stata l’occasione per parlare con Paolo Guglielmi, rappresentante della Coldiretti, che organizza diverse attività per avviare i giovani all’agricoltura, guidandoli nei primi passi nell’avvio di un’azienda agricola ma anche proponendo attività particolari come addii al nubilato in tema agricoltura, dove le future spose, per un giorno, fanno le contadine.

Proseguendo nel viaggio, i tre ciclisti hanno assaggiato lo zafferano dell’azienda Delicious Nature, coltivato da due coniugi olandesi che 7 anni fa hanno abbandonato una vita agiata per entrare in contatto con la natura, trasferendosi tra le colline di Ascoli Piceno.

A Ortona hanno conosciuto Alfredo D’Eusanio, tra i pochi in Italia a sfruttare i principi della genodica, che consiste nell’utilizzare la musica per far crescere meglio le piante. A Termoli è stata invece la volta della scoperta della biodinamica, pratica agricola che si intreccia alla filosofia di Rudolf Steiner, basandosi sui ritmi della natura.

Verso la fine del viaggio, i tre ciclisti hanno ascoltato i racconti della cooperativa Pietra di Scarto, che a Cerignola gestisce terreni confiscati alle mafie.

Le tappe conclusive si sono svolte al Frantoio Galantino, a Bisceglie, che esporta in 40 Paesi oli con varie caratteristiche, e alla Masseria Torricella ad Alberobello, dove si è parlato della recente riscoperta del turismo legato all’agricoltura.

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