Home Eco Lifestyle Il vintage è “lagom”, ovvero fa bene all’ambiente

Il vintage è “lagom”, ovvero fa bene all’ambiente

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
vintage è lagom

vintage è lagomLagom è un avverbio svedese che indica la giusta misura o meglio il non eccesso. Pare che in Svezia venga utilizzato molto e associato a settori di vita differenti: turismo (è lagom lo spostarsi con i mezzi che meno inquinano); cibo (il km zero è lagom); arredamento.

Insomma, tutto può essere interpretato in questo stile che a quanto pare fa bene dal punto di vista psicologico e anche ambientale.

Perché il recupero e il riciclo sono assolutamente lagom: si evita di buttare merce in discarica e si evitano processi produttivi energivori. In più, lo si constata sovente, gli oggetti prodotti negli anni passati sono più duraturi, meno soggetti all’usura.

Così a tutti gli effetti il vintage è lagom.

Non abbiamo in Italia un avverbio simile ma fa piacere constatare che il cammino verso un’identità lagom è in atto. Anche se forse in maniera inconsapevole. Lo dicono anche i dati.

Uno di questi si riferisce al settore dell’usato che in Italia continua a crescere: +2,1% in un anno secondo la Camera di Commercio di Milano.

Nel 2016 si contano 3.553 imprese italiane attive nella vendita di merce che il tempo impreziosisce, rende trendy secondo la moda vintage del momento o permette di risparmiare rispetto all’acquisto ex-novo.

Quali sono gli articoli che si prestano a essere rivenduti? Mobili usati e oggetti di antiquariato generano lavoro per 1.720 imprese, 1.289 le attività addette alla vendita di indumenti e altri oggetti usati e 296 quelle che commerciano al dettaglio libri di seconda mano.

Roma (10,7%), Milano (7,7%) e Torino (5,8%) sono prime in Italia, contando rispettivamente 379, 275 e 207 attività. Napoli (198) e Firenze (158) ospitano il 5,6% e il 4,4% delle imprese del mercato dell’usato. Emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del registro delle imprese al quarto trimestre 2016 e 2015.

La Lombardia si posiziona ancora meglio: nel 2016 si calcola +3,8. 572 sono le imprese lombarde del settore che rappresentano il 16,1% del totale nazionale.

In un anno si espande del 19,4% il mercato del commercio dei libri usati (da 31 a 37 imprese), del 6,4% la vendita di vestiti usati (da 220 a 234 imprese ) e dello 0,8% l’interesse per i pezzi di antiquariato (da 246 a 248 imprese).

I principali centri dell’usato in Lombardia: Milano, Brescia, Bergamo e Varese. Hanno sede a Milano 275 imprese, la metà del settore in regione. A seguire Brescia (69), Bergamo (51) e Varese (45).

Condividi: