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Insetti alieni, in Italia cresce il rischio per l’ecosistema

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
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insetti alieniCresce in Italia l’allarme per gli insetti alieni: nel primo trimestre del 2017, infatti, sono cresciuti del 9% i trattamenti fitosanitari applicati agli imballaggi in legno provenienti dall’estero.

Dall’Asia all’Africa, gli insetti alieni vengono trasportati con gli scambi commerciali e stanno mettendo a rischio l’ecosistema creando danni all’agricoltura mondiale.

Il nostro Paese però rappresenta un esempio virtuoso nella lotta a questa invasione per l’export globale e siamo gli unici dotati di un codice di Rintracciabilità Fitosanitaria, garanzia di sicurezza per gli utilizzatori, i produttori e l’ambiente.

Questi insetti alieni, che non hanno avversari lontani dal loro habitat naturale, devastano coltivazioni, giardini e danneggiano il verde urbano. Si tratta di parassiti killer che da anni minacciano piante e colture in Italia.

Dalla Popillia Japonica, che a distanza di tre anni sta devastando il verde tra Lombardia e Piemonte, alla Xylella fastidiosa che ha sterminato gli ulivi nel Salento, passando per la cinipide galligeno del castagno, sbarcato dalla Cina, che ha decimato drasticamente la produzione.

E poi il Citrus Tristeza Virus ha attaccato gli agrumi in Sicilia, la batteriosi PSA le piante di Kiwi, mentre melo e pero in Emilia sono stati vittime della Erwinia amylovora. Senza dimenticare il punteruolo rosso che ha flagellato le palme italiane.

Ma sono solo alcuni dei 63 patogeni particolarmente pericolosi individuati da Agrinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione nel Campo Agro-ambientale dell’Università di Torino, coordinatore del progetto PLANTFOODSEC sostenuto dalla Commissione Europea.

Un danno alle coltivazioni Made in Italy che ammonta, secondo la Coldiretti, a circa un miliardo di euro mettendo a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici italiani che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente dalla combinazione di fattori naturali e umani.

Insetti alieni: ecco la soluzione secondo gli esperti

È necessario potenziare la ricerca, la prevenzione e i controlli alle frontiere. Atteggiamento condiviso anche da sempre più imprenditori italiani coinvolti nell’import-export che sempre più spesso dimostrano una crescente attenzione all’ambiente adottando misure atte a tutelare il sistema produttivo e l’ambiente e che allo stesso tempo combattono il problema della contraffazione.

Ma non è tutto. Molti Paesi hanno infatti deciso di procedere all’adozione, in seno alla Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante della FAO, dello standard ISPM 15 che impone alle nazioni di utilizzare legno sottoposto a specifici trattamenti approvati e contraddistinti dal marchio IPPC/FAO di cui ConLegno (Consorzio Servizi Legno Sughero), con il suo comitato tecnico FITOK, è stato riconosciuto come soggetto gestore per l’Italia dal 2005.

Tutti gli imballaggi destinati a esportazioni extra-UE infatti escono dall’Italia con il marchio IPPC/FAO-FITOK.

Un problema, quello degli insetti alieni, comune a molti Stati membri dell’Unione Europea che ogni anno registrano complessivamente 12,5 miliardi di danni.

Numeri che la Comunità ha deciso di arginare colmando le lacune in materia con un apposito strumento legislativo comunitario che si propone, entro il 2020, di individuare e classificare in ordine di priorità le specie esotiche invasive e i loro vettori, contenere o eradicare le specie prioritarie, gestire i vettori per impedire l’introduzione e l’insediamento di nuove specie.

Da qui l’esigenza di arginare la contaminazione e diminuire il pericolo di possibili infestazioni adottando misure fitosanitarie atte a ridurre l’impatto economico ed ecologico sul patrimonio ambientale mondiale.

L’Italia, in particolare, è l’unico paese dotato di un sistema di controllo nella commercializzazione dei pallet con marchio ISPM-15 ponendosi come esempio virtuoso a livello globale.

Al marchio IPPC/FAO infatti è obbligatorio abbinare un Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria (RRF) in grado di creare un collegamento univoco tra trattamenti fitosanitari e imballaggi in legno trattati, o prodotti con materia prima già trattata, essenziale alle aziende per dimostrare, in caso di contestazione, l’esecuzione del trattamento, la sua efficacia e, in caso di contraffazione del marchio, l’estraneità della ditta a quanto accaduto.

Il valore per le aziende italiane di produrre a marchio FITOK si traduce quindi, a livello internazionale, in consistenti margini di vantaggio grazie all’importante capacità di penetrazione nei mercati, riducendo il rischio di utilizzo delle barriere fitosanitarie da parte dei Paesi importatori e, di conseguenza, abbattendo gli ostacoli che quotidianamente i prodotti devono superare.

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