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L’Utility Wekiwi rompe gli schemi: più sconti a chi consuma meno energia (e non di più)

città: Milano - pubblicato il:
wekiwi

wekiwiMeno consumi energia, più avrai sconti; non è una bufala di marketing, ma l’offerta che una giovane Utility italiana, Wekiwi, ha deciso di lanciare ai propri clienti.

Un piano di efficienza energetica, attivato anche sulla base della salvaguardia dell’ambiente.

Oltre che sullo sviluppo della consapevolezza dei clienti finali di come e quanto si consuma energia o come si possa risparmiare.

A raccontarci questa azione è Massimo Bello, amministratore delegato di Wekiwi. L’abbiamo sentito perché l’azienda che ha fondato (all’interno del gruppo bolognese Tremagi) ha appena annunciato di essere diventata una BCorp.

Sarà certamente ormai chiaro per i nostri lettori che la certificazione BCorp dimostra quanto un’azienda sia attenta, nel produrre il suo business, nei confronti del sociale e dell’ambiente.

A Massimo Bello abbiamo chiesto quali altre azioni porterà avanti Wekiwi

Per quanto concerne gli aspetti interni abbiamo intenzione di potenziare una serie di cose: iniziative di formazione per il personale e volontariato aziendale; rendere stabile di anno in anno la collaborazione con piccole onlus sul territorio per sostenere i loro progetti (come abbiamo fatto quest’anno grazie a un progetto di crowdfunding sociale progettato con Let’s Donation); sostenere iniziative di mobilità sostenibile e attivare anche collaborazioni con gruppi di acquisto solidali, per divulgare la conoscenza delle tematiche energetiche.

Wekewi fa parte del gruppo Tremagi, che però non è una BCorp… come convivete?

Il Gruppo Tremagi non è una BCorp ma ha già autonomamente deciso da tempo di attuare progetti e procedure molto affini al mondo BCorp.

Wekiwi è riuscita a conseguire la certificazione proprio grazie ad alcuni principi organizzativi già presenti da tempo nel Gruppo Tremagi.

Per esempio: l’inclusione nella mission aziendale anche di obiettivi sociali oltre che di business, l’attivazione di strumenti di cooperazione territoriale come gli acquisti da fornitori locali, la presenza di strumenti di feedback e valutazione delle risorse ben strutturati e che incentivano la valorizzazione delle persone.

La finalità di Wekiwi non è solo quello di vendere energia online ma anche di essere un veicolo per nuovi progetti, test e innovazioni. Ecco perché Wekiwi è la prima (e forse non ultima) società del Gruppo che intraprenderà questo percorso.

Che piani di espansione avete?

Wekiwi deve concentrarsi sul suo core business, che è quello di vendere energia elettrica e gas ai clienti finali domestici, avendo come target quei clienti che sono stufi delle tradizionali modalità di contatto con il proprio fornitore di energia. Mi riferisco a call center telefonici, bollette cartacee o lunghe attese agli sportelli.

Il nostro percorso di crescita ha l’obiettivo di arrivare pronti al 2019, anno in cui i clienti finali dovranno scegliere necessariamente un fornitore di energia di mercato perché finiranno le tariffe regolate. E ci auguriamo che i clienti soddisfatti attraverso il passa-parola posizionino Wekiwi tra i fornitori più graditi.

La nostra offerta è molto simile a quella delle compagnie aeree low-cost: se i clienti ci fanno risparmiare utilizzando il web risparmiano anche loro. Questo messaggio è il nostro biglietto da visita più credibile.

A oggi a che punto siete con il vostro business plan?

Wekiwi è in linea con le aspettative del business plan. Nel 2017 faremo un fatturato di circa 6 milioni di euro. Già poco meno di 10.000 clienti hanno scelto Wekiwi e di questi la metà è già attiva.

Grazie ad accordi con medio-grandi aziende, in termini di energia erogata, abbiamo anche superato le aspettative. Abbiamo infatti stipulato accordi per la fornitura di energia da fonti rinnovabili con aziende come Pasta Reggia, Grom, Talent Garden, Allegro Hotel, Panino Giusto, Groupalia, l’Ospedale Fatebenefratelli.

Il break-even di Wekiwi è atteso per il 2019.