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Energy manager: identikit di una delle figure chiave della green economy

pubblicato il: - ultima modifica: 9 Agosto 2020
energy manager

energy managerScopriamo le caratteristiche di una delle figure professionali chiave della green economy: l’energy manager, elemento fondamentale e imprescindibile nelle imprese del futuro.

Ne parliamo con Alessio Cristofari, direttore business development di Avvenia.

E chi meglio di Avvenia, uno dei principali attori del settore dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, può spiegarci l’importanza del ruolo di un energy manager, figura sicuramente sconosciuta al grande pubblico.

Dal momento che fare efficienza energetica dev’essere un obiettivo di tutti – privati e aziende – conoscere ruoli e competenze dell’energy manager, figura professionale che si occupa dell’analisi, del monitoraggio e dell’ottimizzazione dell’uso dell’energia nelle imprese e negli enti, siano essi pubblici o privati, è molto importante.

Alessio Cristofari sintetizza in 5 punti gli ambiti di intervento che caratterizzano l’energy manager: la gestione dei consumi e degli interventi, la creazione delle best practice, la realizzazione degli audit energetici, la scelta degli indicatori di performance e la predisposizione del resoconto finale.

Energy manager: ruoli, responsabilità e ambiti di intervento

Gestione dei consumi e degli interventi

L’energy manager, basandosi sull’osservazione diretta della modalità dei consumi, è responsabile della prima valutazione degli interventi da implementare.

L’ambito maggiormente ricettivo è quindi di natura gestionale: dall’illuminazione dei locali al controllo dei ricambi d’aria fino alle centrali termiche.

Creazione delle best practice

La gestione dei consumi e degli interventi richiede un continuo aggiornamento professionale e rende necessario sensibilizzare tutti all’interno dell’azienda al fine di coinvolgere il maggior numero di persone nel raggiungimento del risultato finale.

Per fare ciò si rende necessario istituire una serie di procedure e pratiche condivise volte a ridurre le inefficienze.

In concreto si tratta di creare delle best practice attraverso le quali l’energy manager forma e informa gli utilizzatori primari delle apparecchiature, oltre a consuntivare i centri di costo predisponendo sistemi premianti per favorire una partecipazione creativa dal basso.

Realizzazione degli audit energetici

La diagnosi energetica è il primo passo di un’azienda verso l’efficientamento. A definirla ci pensa la direttiva 2012/27/UE secondo la quale l’audit energetico è una procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a rife­rire in merito ai risultati.

Mentre, più specificamente in Italia, l’articolo 8 del decreto legislativo 102/14 impone le diagnosi energetiche obbligatorie alle grandi imprese e a quelle energivore.

Scelta degli indicatori di performance

Il primo strumento di analisi di cui l’energy manager può avvalersi è costituito dagli EnPI (ENergy Performance Indicator), indicatori di consumo energetico che consentono di realizzare confronti tra varie attività e tra diverse strutture in contesti omogenei e di seguire nel tempo gli effetti degli interventi attuati.

La scelta degli indicatori implica pertanto un’analisi puntuale del processo produttivo da parte dell’energy manager che, successivamente, diventa responsabile della realizzazione dei progetti, tenendo conto dei risultati ottenuti dall’elaborazione degli indicatori energetici e delle soluzioni più idonee determinate dalla continua evoluzione delle tecnologie.

Predisposizione del resoconto finale

Responsabilità finale dell’energy manager è quella di comunicare i risultati conseguiti e i conseguenti benefici economici che devono essere resi noti ai diversi interessati nell’ambito della filiera produttiva.

I dati contenuti nel resoconto finale saranno inoltre utili per incentivare la diffusione delle buone pratiche energetiche.

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