Home Eco Lifestyle 5 mosse per la salvaguardia dell’ambiente di tutti i giorni

5 mosse per la salvaguardia dell’ambiente di tutti i giorni

città: Roma - pubblicato il: - ultima modifica: 5 Marzo 2019
salvaguardia dell'ambiente

Ognuno di noi può facilmente contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Con 5 semplici mosse.

È questo, il messaggio che la scrittrice e blogger americana Bea Johnson ci ha lasciato in occasione della presentazione del suo libro, nella versione italiana, Zero rifiuti in casa (Logart Press Editore, 2017. Traduzione di C. De Bernardinis. Con illustrazioni di Bea Johnson. 261 pp., stampato su carta riciclata certificata FSC 100g. Prezzo: 16,90 €)

Zero rifiuti sembra un obiettivo utopico, impossibile da raggiungere e invece Bea Johnson, attraverso il suo racconto semplice e brioso ci fa capire come una scelta di vita individuale può contribuire non solo alla salvaguardia dell’ambiente, che poi vuol dire renderci più felici.

E infatti ciò che colpisce e stupisce di questo racconto è come in un contesto dove il consumismo è spinto all’estremo e il benessere sembra strettamente connesso al possesso delle cose, vivere con l’essenziale possa rendere molto più leggeri e sereni.

Bea per molti anni ha rappresentato il modello americano tipico: bella casa, oggetti di design, abiti per ogni occasione, attrezzature sportive di ogni genere, poi gradualmente la consapevolezza che tutto quel superfluo era dannoso per il pianeta e per la sua famiglia, da qui la svolta verso quello stile, descritto nel suo libro e che si condensa nel metodo delle 5 R.

Il metodo delle 5 R per salvaguardare l’ambiente

Rifiutare: molte cose che ci arrivano dall’esterno sono inutili, è sufficiente rifiutarli, fare in modo che non arrivino nella propria casa; all’inizio può sembrare difficile ma con un po’ di attenzione e perseveranza si riesce a evitare l’accumulo inutile.

Ridurre: se in casa servono 5 sedie perché possederne 20? Se si presta attenzione a ciò che si ha in casa ci si renderà conto che molte cose non servono, non sono necessarie, e allora perché non ridurne la quantità limitandosi solo a ciò che è davvero importante!

Riutilizzare: su questo concetto Bea si sofferma molto, perché rappresenta il nucleo fondamentale dello zero rifiuti. Tutto ciò che è mono uso va eliminato e sostituito con materiali riutilizzabili.

Gli esempi riportati da Bea sono numerosi, dall’acquisto di cibi e detersivi sfusi, con contenitori propri in vetro o stoffa, all’utilizzo del bicarbonato come dentifricio e ai cosmetici fatti in casa con materiali alimentari come il cacao, o all’acquisto nei negozi e mercatini dell’usato. Il principio è che gli oggetti devono essere utilizzati e riutilizzati con creatività e inventiva.

Riciclare: tutto ciò che non può essere oggetto dei passi successivi, deve essere riciclato.

Ridurre in compost: ultima fase del processo, gli scarti alimentari – e Bea consiglia di produrne il meno possibile, per esempio mangiando frutta e verdura con la buccia – devono essere compostati e riutilizzati quindi come fertilizzante.

Il risultato, eccellente, per la salvaguardia dell’ambiente, ottenuto dalla scrittrice

Oggi Bea e la sua famiglia in un anno riescono a produrre una quantità minima di rifiuti e a risparmiare circa il 40% rispetto a quanto spendevano in precedenza con beneficio dunque ambientale ed economico.

Il dibattito che si è tenuto a Roma in occasione della presentazione del libro, dopo la presentazione si è rivelato ancor più interessante in quanto sono emersi i dubbi e le perplessità che inevitabilmente si sono generati, su aspetti più complessi che hanno riguardato gli impatti economici a più ampio spettro di questo stile di vita sul sistema produttivo attuale.

La risposta della scrittrice è stata rassicurante, ha evidenziato come dopo le sue presentazioni siano aumentati gli esercizi commerciali di cibi e detersivi sfusi, come sia stata contattata da grandi aziende per consulenza circa i metodi di pakaging, come sia presente a conferenze e presentazioni in scuole e istituzioni interessate a sensibilizzare sui temi ambientali.

L’auspicio è che un modello di consumo soggettivo possa influenzare positivamente il sistema produttivo contribuendo a generare un modello di consumo più sostenibile.

Il consiglio è di leggere con attenzione il libro e provare a seguirne i suggerimenti, forse all’inizio può essere un’impresa ardua perché comporta un cambio completo di prospettiva circa il valore delle cose, ma sperimentando la libertà dal superfluo saremo persone più responsabili, più consapevoli e più felici perché non distratti da inutili orpelli.

Crediti fotografici: wuestenigel Langzeitbelichtung mit Herz: Malen mit dem Smartphone(license)

Condividi: