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Inquinamento atmosferico: l’Italia è maglia nera in Europa

città: Milano - pubblicato il: - ultima modifica: 4 Dicembre 2018
inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico resta una delle principali sfide ambientali che il nostro Paese deve affrontare; infatti i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) pongono l’Italia, purtroppo, in cima alle classifiche europee di numerosi inquinanti, dal particolato (PM 10 e 2,5) al biossido di Azoto (NO2), all’ozono nella bassa atmosfera.

Questa situazione critica ci fa svettare inoltre nella drammatica classifica delle morti premature e degli anni di vita persi, stilata in base a fattori attribuibili all’inquinamento atmosferico.

È giunto il momento che il Governo affronti di petto la situazione dell’inquinamento atmosferico: è questa la posizione, forte e decisa, del Wwf Italia che attraverso la responsabile clima ed energia Mariagrazia Midulla denuncia che “sono anni che si reagisce a questi dati con promesse che poi non vengono attuate. Grazie anche alla rivoluzione della mobilità elettrica e delle energie rinnovabili, abbiamo oggi modo di intervenire sulle cause strutturali, a patto che si programmino interventi e politiche di una transizione giusta: questo porterà nuovo benessere, anche economico“.

L’impatto dell’inquinamento atmosferico sul nostro ecosistema

Chi crede che l’inquinamento atmosferico non sia un problema si sbaglia di grosso… sono tanti i segnali che mostrano che la situazione italiana vada affrontata con risolutezza e velocità.

È infatti forte l’impatto dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi del nostro Paese, a partire dall’eutrofizzazione (il fenomeno registrato nel 2014 nella Valle del Po è esplicitamente citato nel rapporto).

Le cause vanno dal trasporto di persone e merci all’uso delle centrali a carbone per produrre energia e dei fertilizzanti azotati in agricoltura; questioni che vanno affrontate in modo strutturale: affrontarle produrrebbe enormi benefici anche economici e sociali, oltre che ambientali, sanitari e climatici.

Occorre una mobilitazione straordinaria dei diversi ministeri interessati, delle regioni e dei comuni che, ognuno per le proprie competenze, devono metter sul tavolo azioni concrete e immediatamente attuabili.

Purtroppo non è il primo anno che l’Italia risulta ai primi posti in questa triste classifica e ancora non si riesce a vedere un’inversione di tendenza.

Ai danni alla salute e all’ambiente si sommano anche la disgregazione sociale, depressione economica e anche psicologica provocati dall’inquinamento atmosferico: insomma, un danno enorme per il benessere e l’immagine che rende il nostro Paese una delle mete più ambite del mondo sia per il turismo che per lo stile di vita.

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