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No al glifosato: l’Italia voterà no al rinnovo

no al glifosato

no al glifosatoNo al glifosato: Greenpeace, associazione ambientalista che si sta battendo affinchè il diserbante venga bandito dai nostri campi e ha organizzato stamattina un sit-in davanti al Ministero della Salute, ci anticipa che… il Ministro Lorenzin voterà contro il rinnovo dell’autorizzazione all’uso del prodotto.

Ma cos’è il glifosato? Si tratta di un diserbante non selettivo – ovvero la sua molecola distrugge tutte le erbe infestanti, senza distinzioni – presente sul mercato fin dal 1974; è il diserbante più utilizzato al mondo, tanto che si calcola che finora ne siano state spruzzate sui campi quasi 9 milioni e mezzo di tonnellate.

La molecola del glifosato fu sintetizzata negli anni Cinquanta nei laboratori Cilag, per poi venire valorizzata da Monsanto per la sua azione erbicida ad ampio spettro.

Brevettato e venduto con il nome di Roundup il glifosato si affermò a partire dagli anni Novanta, quando Monsanto introduce le prime colture geneticamente modificate resistenti al glifosato, come la soia.

Perché dire No al glifosato

Il glifosato è da tempo sotto osservazione ma finora, nonostante qualche studio contrario, era stato ritenuto relativamente innocuo. Nel 2015, lo IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, che fa parte dall’Oms, lo ha inserito nella lista delle sostanze probabilmente cancerogene.

Secondo l’AIRC (l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), il caso del glifosato rappresenta un buon esempio di sospetta cancerogenicità non sufficientemente dimostrata, nei confronti della quale le istituzioni hanno deciso di mettere in atto il principio di precauzione: non vietarne del tutto l’uso ma istituire limiti e controlli nell’attesa di ulteriori studi.

In ogni caso il prodotto, penetrando a fondo nel terreno e avendo un’azione a largo spettro sulla vegetazione, non fa certo bene all’ambiente; oltre a mantenere un alone minaccioso sugli effetti potenziali per la salute dell’uomo.

Un articolo molto completo, per informarsi sul perché dire no al glifosato e per conoscere a fondo la materia, è stato pubblicato a settembre da Focus.

L’azione dimostrativa per il No al glifosato di Greenpeace

Questa mattina gli attivisti di Greenpeace hanno offerto un simbolico aperitivo al glifosato al Ministro Beatrice Lorenzin, aprendo uno striscione con la scritta La salute non è in vendita, Stop glifosato, di fronte al Ministero della Salute.

Nel frattempo due attivisti vestiti con tuta protettiva, maschera antigas ed erogatore di pesticidi a spalla, hanno simulato l’irrorazione con il glifosato dell’ingresso, del piazzale antistante il Ministero e di alcuni alimenti esposti.

no al glifosatoDurante la manifestazione il Ministro della Salute ha raggiunto gli attivisti dichiarando che l’Italia dirà no al glifosato e si opporrà al rinnovo dell’autorizzazione il prossimo 25 ottobre, quando i Paesi UE saranno chiamati a votare.

Dopo le rivelazioni che stanno emergendo grazie ai cosiddetti Monsanto Papers e lo scandalo del copia-incolla – ovvero parti del rapporto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che ha valutato i rischi dell’uso del glifosato sono stati copiati dalla richiesta di rinnovo dell’autorizzazione di Monsanto – nessuno può affermare con certezza che il glifosato è sicuro.

Greenpeace chiede perciò di istruire un’inchiesta per verificare l’esistenza di eventuali indebite influenze da parte di Monsanto o di altri produttori di glifosato sulle valutazioni che collegano il glifosato con il cancro negli esseri umani.

La valutazione in discussione in sede europea riguarda, infine, solo il principio attivo, non le formulazioni che vengono effettivamente commercializzate, per le quali nessuno sta verificando i rischi.

Nella sua valutazione del 2015, l’EFSA ha riferito che non è possibile escludere effetti avversi dei formulati a base di glifosato. Eppure si vuole delegare questa valutazione ai singoli Paesi membri, che dovrebbero valutarne il rischio e garantire la sicurezza.

Intanto, 1,3 milioni di europei (più di 70mila persone in Italia), hanno firmato in meno di cinque mesi, l’Iniziativa dei cittadini europei (ECI) per dire no al glifosato, e dare assicurazioni ai cittadini che le valutazioni scientifiche dei pesticidi per l’autorizzazione in UE si basino esclusivamente su studi pubblicati.

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