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Sentinel-5 Precursor, il satellite che controllerà l’inquinamento dell’aria

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
Sentinel-5 Precursor satellite esa

Sentinel-5 Precursor satellite esaLa lotta all’inquinamento dell’aria sta diventando, soprattutto nelle grandi città, una delle priorità; tanto che per migliorare il controllo della situazione entra in campo anche l’ente spaziale europeo che ha lanciato Sentinel-5 Precursor, un satellite dedicato al controllo della situazione atmosferica.

Sentinel-5 Precursor, lanciato dall’Esa lo scorso 13 ottobre, misurerà l’inquinamento atmosferico terrestre con una precisione più alta di quella permessa dagli strumenti attuali, migliorando la qualità dei dati raccolti e la costruzione dei modelli previsionali.

Tra i compiti del satellite Sentinel-5 Precursor ci sarà la mappatura quotidiana degli inquinanti atmosferici: lo strumento infatti aiuterà a identificare le zone in cui l’inquinamento atmosferico potrebbe causare rischi seri per la salute pubblica, potrà segnalare i livelli elevati di radiazioni UV e concorrerà a controllare la presenza delle ceneri vulcaniche, dannose per la sicurezza aerea.

Il lancio del satellite Sentinel-5 Precursor fa parte del programma di osservazione della Terra Copernicus, che ha come obiettivi il controllo dell’ambiente e della sua sicurezza guidato dalla Commissione Europea in collaborazione con l’Esa e l’Agenzia europea per l’ambiente.

In particolare Sentinel-5 Precursor è la prima missione dedicata al controllo dell’atmosfera e si aggiunge ai 5 altri satelliti, già in orbita, che formano il nucleo della rete di controllo ambientale di Copernicus, che fornisce informazioni operative sulle superfici terrestri, gli oceani e l’atmosfera per sostenere le politiche ambientali e di sicurezza.

A bordo del Sentinel-5 Precursor è stato installato Tropomi, innovativa strumentazione in grado di mappare molti gas traccia e aerosol che influenzano la qualità dell’aria e il clima.

Tropomi misura uno spettro molto ampio – dall’ultravioletto all’infrarosso a onde corte – e raccoglie immagini molto accurate di diverse sostanze inquinanti – biossido di azoto, ozono, formaldeide, anidride solforosa, metano, monossido di carbonio – arrivando a registrare l’inquinamento atmosferico delle singole città con una risoluzione fino a 7×3.5km.

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