Home Imprese Sostenibili Riscaldamento a biomasse: in emergenza smog sono sul banco degli imputati

Riscaldamento a biomasse: in emergenza smog sono sul banco degli imputati

città: Milano - pubblicato il:
biomasse per riscaldamento - riscaldamento a biomasse - energie rinnovabili

biomasse per riscaldamento - riscaldamento a biomasseLa pianura padana soffoca e non è solo per il traffico degli automezzi più inquinanti: in questa fase di emergenza inquinamento torna infatti sul banco degli imputati il riscaldamento a biomasse.

Sono soprattutto i vecchi sistemi a pellet, anche quelli casalinghi o di piccole portate, a dare i risultati negativi.

Lo decreta uno Studio comparativo sulle emissioni da apparecchi a gas, Gpl, gasolio e pellet ed effetto dell’invecchiamento, condotto da Innovhub–Stazioni Sperimentali per l’Industria (Camera di Commercio Metropolitana di Milano Monza-Brianza Lodi).

I dati sono stati presentati proprio nei giorni di massima allerta del capoluogo lombardo, dove è già vietato utilizzare sistemi di riscaldamento a biomasse che abbiano prestazioni sotto le 4 stelle, così come accendere falò, barbecue, fuochi d’artificio ed è obbligatorio ridurre di un grado centigrado la temperatura all’interno delle abitazioni.

Il blocco resterà attivo fino a quando non verranno certificati da Arpa due giorni consecutivi di valori sotto i 50 microgrammi per le polveri sottili.

La media dei livelli delle micropolveri Pm10, registrata in provincia di Milano dal sito di Arpa Lombardia nella giornata di ieri, si attesta a 80.1 microgrammi per metro cubo.

“Le temperature ancora alte consentono di tenere basso il riscaldamento” dichiara Marco Granelli, assessore all’Ambiente e Mobilità “Noi raccomandiamo anche ai cittadini di scegliere se possibile il trasporto pubblico per spostarsi e lasciare a casa l’auto privata. Oggi il vento sta pulendo l’aria e i livelli delle polveri sono in discesa ma per i prossimi giorni è nuovamente prevista l’alta pressione e la situazione potrebbe nuovamente peggiorare”.

Al clima che non aiuta, si aggiungono i risultati dello studio di Innovhub–Stazioni Sperimentali per l’Industria: che mostrano come, dopo un certo tempo di utilizzo, il riscaldamento a biomasse – in particolare le stufe a pellet – mostra una degenerazione delle prestazioni in termini di monossido di carbonio (CO), di particolato (PM) di benzo(a)pirene e degli altri idrocarburi policiclici aromatici (IPA) con incrementi da quasi 40 a oltre 80 volte rispetto al valore rilevato inizialmente.

Dalle analisi effettuate è emerso quanto sia importante e fondamentale sottoporre le stufe alimentate a pellet a una corretta e completa manutenzione, almeno annuale.

“L’indagine” – ha spiegato Gabriele Migliavacca, responsabile di Innovhub, laboratorio certificato da Accredia – “ha preso in considerazione il riscaldamento a biomasse con apparecchi a pellet, sia di gamma medio-alta (categoria 4 stelle), sia di tipo economico (categoria 3 stelle)”.

Ciascuna stufa è stata testata sia con pellet della più elevata qualità disponibile sul mercato (classe A1), sia con pellet di minor qualità (classe A2).

Condividi: