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Gasolio sì o no? Il carburante fossile sul banco degli imputati

città: Milano - pubblicato il:
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gasolioGasolio sì o Gasolio no? In questi giorni di emergenza smog il carburante fossile è sul banco degli imputati sia per quanto riguarda il riscaldamento domestico sia l’alimentazione delle automobili diesel di vecchia data.

La necessità è quella di abbattere le fonti di inquinamento: da una parte gli usi e le abitudini potrebbero fare tanto. D’altro l’industria cerca di sviluppare sistemi a minor impatto ambientale.

E ovviamente quella dell’automotive è chiamata ad agire in prima persona. Con buoni risultati però. Tanto che le emissioni di NOX sarebbero ridotte del 40% nel passaggio delle auto alimentate a gasolio da Euro 3 a Euro 6.

È quanto è emerso da un convegno in tema di corso #FORUMAutoMotive dove gli addetti ai lavori fanno appello comunque all’introduzione dei nuovi test Rde (Real Drive Emission Testing) sulle emissioni dei veicoli rilevate su strada, e non più in laboratorio.

L’ombra del dieselgate incombe ancora.

E comunque dal convegno è emerso che per raggiungere i target di CO2 previsti per il 2021 secondo gli standard Wltp (Worldwide harmonized Light vehicles Test Producers) i costruttori dovranno più che raddoppiare il tasso annuale attuale di riduzione.

Intanto anche chi produce gasolio si dà da fare. Eni in primis che – certificata l’Istituto Motori del Cnr di Napoli – ha annunciato proprio in questi giorni che il suo diesel più farebbe ridurre le polveri sottili del 40%, il particolato del 16%, gli NOx del 10% e la CO2 del 7%.

La riduzione delle emissioni sarebbe dovuta alla composizione di Eni diesel più con una componente biologica rinnovabile del 15% prodotta dalla bioraffineria Eni di Venezia.

La materia prima sono oli vegetale e grasso animale, compresi gli oli alimentari esausti o le cariche vegetali non edibili, convertiti in gasolio.

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