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Nonostante lo smog, Milano resta la città più smart in Italia

città: Milano - pubblicato il:
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milano città più smartBuone notizie per Milano: l’allarme per la quantità di polveri sottili nell’aria di gran lunga superiore ai valori consentiti, che ha tenuto la città letteralmente con il fiato sospeso per 12 giorni consecutivi, è arrivato il vento a spazzare via lo smog ed è arrivato anche un importante riconoscimento green da parte di ICity Lab.

Nell’edizione 2017 del report annuale pubblicato dall’associazione il capoluogo lombardo risulta essere – per il quarto anno di fila – la città più smart d’Italia, seguita sui gradini più bassi del podio da Bologna e Firenze.

Sono in tutto quindici gli indicatori che ICity Lab ha preso in considerazione, come ogni anno, per decretare l’intelligenza delle singole città.

Tra di essi rientrano i livelli di povertà e di istruzione, la produttività – aspetto in cui Milano primeggia, con un valore aggiunto pro capite stimato in 46.227 euro, contro una media italiana pari a poco meno di 23.000 – legalità, sicurezza, ricerca, innovazione e trasformazione digitale, come il numero di abbonamenti a servizi internet in banda larga e spazi di coworking.

Nel report ICity Rate 2017 sono ovviamente tenuti in grande considerazione anche i parametri legati alla salute dell’ambiente, quali il consumo di suolo, l’inquinamento, il trasporto pubblico e la presenza di servizi di mobilità condivisa come il bike sharing e il car sharing.

Su quest’ultimo aspetto Milano ha investito ingenti risorse negli anni, con l’obiettivo di far calare il più possibile il numero delle auto private, e di conseguenza il traffico che congestiona le arterie dell’area urbana.

Tra le iniziative più note intraprese dalle amministrazioni comunali che si sono avvicendate alla guida del capoluogo della Lombardia vi sono l’Ecopass, ovvero una tassa applicata ai veicoli a seconda della loro classe di inquinamento per poter circolare all’interno della Cerchia dei Bastioni, e la cosiddetta Area C, che nella medesima zona ZTL ha introdotto un ulteriore pedaggio e da pochissimo anche uno uno stop totale ai cosiddetti diesel leggeri.

Se si considera la diffusione dei servizi di sharing mobility, Milano detiene il primato di iscritti ai servizi di car sharing – ben 370mila – ma offre ai propri cittadini anche mezzi alternativi in condivisione come bici e scooter, senza contare il car pooling, il cui leader di mercato è BlaBlaCar, tramite il quale si condividono tragitti quotidiani e viaggi extraurbani.

Facendo un paragone con la Capitale, Roma si piazza seconda per percentuale di veicoli condivisi e di iscritti, ma ben al diciassettesimo posto nella classifica di ICity Lab, surclassata da altre città del Nord come Bergamo, Pavia e Trento.

Come aveva già evidenziato uno studio sulla mobilità condivisa a livello europeo condotto da Shopalike, in cui Roma era arrivata decima, il problema di Roma è il costo piuttosto alto di questi servizi e la condizione delle strade, che unita al traffico rappresenta un ostacolo sia per le auto che per le bici condivise.

Com’era prevedibile, la Penisola resta divisa in due, con un Nord più avanzato negli aspetti smart e un Sud che fatica a stare al passo. Nonostante il primo posto conferito da ICity Lab, i cittadini sanno che Milano è ben lontana dall’essere perfetta.

La città e chi la guida devono ancora rimboccarsi le maniche per migliorare alcuni parametri importanti, primi fra tutti sicurezza, legalità e qualità dell’aria: solo così potrà dirsi veramente smart e inclusiva, per tutti.