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Mappare le cave dismesse, per contrastare la crisi idrica

città: Milano - pubblicato il:
mappare cave dismesse

mappare cave dismesseMappare cave dismesse per valutare quelle più adatte, dal punto di vista geologico, idrografico e ambientale, a stoccare riserve idriche da usare nei periodi di maggiore richiesta.

È quanto chiede Coldiretti Lombardia a fronte della persistente situazione di siccità.

I dati Aipo parlano chiaro: la carenza di piogge e le alte temperature stanno mettendo a dura prova il Po che al Ponte della Becca a Pavia è ormai sceso di 3 metri sotto lo zero idrografico. Si tratta del dato peggiore mai registrato in questi giorni negli ultimi 8 anni.

Così ecco l’idea di mappare cave dismesse per utilizzare come bacini di raccolta idrica: basterebbe organizzare solo il 10% di tutti i poli estrattivi dismessi per avere una riserva di 90 milioni di metri cubi di acqua, pari alla metà di tutto il Lago di Como oppure a quasi una volta e mezzo quello di Iseo.

In Lombardia – stima Coldiretti Lombardia – i siti non più in produzione sono poco meno di tremila: la provincia con il maggior numero di cave dismesse è Pavia con 952 siti, segue Mantova con 598, Milano con 403, Brescia con 269, Bergamo con 158, Sondrio con 141, Cremona con 129, Varese con 108, Lodi con 89, Lecco con 42 e infine Monza e Como con una a testa.

Mappare cave dismesse: il rapporto Legambiente

La crisi economica – che ha colpito in misura molto forte il settore edilizio – ha portato nel corso degli ultimi anni a un abbandono delle attività estrattive.

Una delle conseguenze della diminuzione degli investimenti nelle costruzioni hanno di conseguenza ridotto il numero delle cave attive, visto che i prelievi di sabbia e ghiaia sono scesi del -43% dal 2009, quelli di cemento del -22% dal 2011, abbassando il numero dei cementifici e delle imprese attive.

Il rapporto sulle cave del 2014 realizzato da Legambiente mostra un’immagine impietosa della situazione delle cave in Italia.

Le cave attive sono 5.592 mentre sono 16.045 quelle dismesse nelle Regioni in cui esiste un monitoraggio.

Se infatti dovessimo sommare le cave abbandonate di Calabria e Friuli Venezia Giulia, che non hanno un monitoraggio, il dato arriverebbe a sfiorare le 17mila cave dismesse in Italia.