Home Eco Lifestyle Succo di mela: uno studio ne rivela le proprietà antitumorali

Succo di mela: uno studio ne rivela le proprietà antitumorali

pubblicato il: - ultima modifica: 12 Ottobre 2021
succo di mela antitumorale

succo di mela antitumoraleSapevate che il succo di mela è un antitumorale?

Uno studio dell’Isa-Cnr e dell’Università di Salerno ha effettuato uno studio sul meccanismo anticancerogeno per il colon retto dei polifenoli della mela.

Persino nei proverbi – una mela al giorno leva il medico di torno – che raccolgono la saggezza popolare si certifica come la mela sia un concentrato di antiossidanti utili alla salute; la scienza è a conoscenza da tempo che alcune molecole di questo frutto abbiano anche proprietà antitumorali.

Ma finalmente, grazie a una nuova ricerca, adesso siamo in grado di sapere in che modo queste molecole agiscono sulle cellule malate.

La scoperta, pubblicata su Scientific Reports, è stata fatta da un gruppo di ricerca coordinato dall’Istituto di scienze dell’alimentazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Isa-Cnr) in collaborazione con il Dipartimento di chimica e biologia dell’Università di Salerno.

Da diversi anni è riportato in letteratura medica che il succo di mela ha effetti di prevenzione sul cancro al colon retto, ma non è chiaro il meccanismo molecolare, ossia il modo in cui i polifenoli presenti nel succo operano in funzione antitumorale, spiega Angelo Facchiano, ricercatore Isa-Cnr e tra gli autori del lavoro.

Succo di mela: come agiscono le molecole

Il team di ricerca ha studiato per la prima volta in modo specifico proprio quali molecole antiossidanti vanno ad agire e su quali specifiche proteine della cellula. I ricercatori hanno analizzato tre tipi di mela – Annurca, Red Delicious, Golden Delicious – per identificare e quantificare i principali composti antiossidanti.

I polifenoli della mela ostacolano in particolare la replicazione ed espressione del DNA nelle cellule cancerose del colon, in particolare questo impedisce loro di duplicarsi e far crescere la massa tumorale.

Inoltre, la ricerca ha messo in luce che le proteine su cui i polifenoli potrebbero agire sono le stesse su cui agiscono alcuni farmaci antitumorali recentemente sviluppati.

L’ipotesi, su cui sarà necessario effettuare ulteriori studi, è quindi che alcuni composti presenti nelle mele abbiano un effetto preventivo agendo proprio sugli stessi meccanismi che vengono colpiti dai farmaci.

Sapere che un certo tipo di cellula è il bersaglio a cui mirare è importante, ma non è sufficiente. Per avere una visione completa e mettere a punto eventuali terapie è necessario conoscere quali sono i meccanismi molecolari e quali proteine sono coinvolte, conclude il ricercatore.

Oltre che di tecniche di chimica analitica, la ricerca ha sfruttato competenze di bioinformatica e simulazioni molecolari. È stato possibile riprodurre al computer un gran numero di esperimenti per individuare quali interazioni avvengano tra i composti antiossidanti presenti nelle mele e le proteine dell’uomo: una metodologia che offre grandi potenzialità e opportunità, tra cui quella di limitare la necessità di esperimenti di laboratorio che richiederebbero l’uso di reagenti costosi e strumentazioni complesse.

Condividi: