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Lavori verdi: dalla green economy ne arriveranno altri 320mila

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
lavori verdi

lavori verdiNel nostro Paese i lavori verdi, occupazioni relative all’indotto della green economy, sono già quasi tre milioni – per la precisione sono 2.972.000 – pari al 13,1% dell’occupazione complessiva nazionale.

Il numero di questi lavori verdi crescerà ancora entro la fine dell’anno: saranno infatti 320mila quelli direttamente legati all’economia verde a cui si possono aggiungere quelle assunzioni che richiedono competenze green, per un totale di ulteriori 863mila occupati.

La ricchezza derivante da questi 3 milioni di lavori verdi è di circa 195,8 miliardi di euro di valore aggiunto: sono i dati di Green Italy 2017, rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con il Conai, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e con il contributo di Ecopneus.

Un rapporto lavorativo, quello dei lavori verdi previsti entro fine anno dalle aziende che hanno risposto alle interviste, di maggiore stabilità contrattuale: saranno infatti circa il 46% le assunzioni a tempo indeterminato mentre, nel caso di assunzioni in altri settori la quota scende a poco più del 30%.

Quali sono i lavori verdi che trainano le assunzioni?

Le assunzioni verdi vedono in prima fila i settori della progettazione, della ricerca e dello sviluppo con il 60% del totale previsto: tra ingegneri energetici o agricoltori biologici, esperti di acquisti verdi, tecnici meccatronici o installatori di impianti termici a basso impatto.

Spacchettando il dato con criteri geografici si nota ancora un predominio del Nord nella mappa dei lavori verdi, anche se, per fortuna, si fanno largo anche le regione del Sud Italia: prima regione per numerosità assoluta di assunzioni programmate è la Lombardia con 81.620, poco più di un quarto del totale nazionale (25,7%), seguita dal Lazio con 35.080 assunzioni (11% del totale nazionale), dall’Emilia Romagna con 32.960 (10,4%), da Veneto a 30.940 e Piemonte a 24.340.

A seguire anche regioni del Sud come la Campania (17.680), poi la Toscana (16.470), la Puglia (14.300), la Sicilia (12.250) e la Liguria (9.300).

I lavori verdi per provincia italiana

Se vogliamo scendere ancora di più nel dettaglio locale, vediamo che la classifica delle prime province per numerosità assoluta di lavori verdi sono Milano con 42.910 assunzioni, e Roma con 29.480. In terza posizione c’è Torino, dove la domanda di green jobs è di 15.070 unità, quarta Napoli con 9.670 assunzioni, quinta Brescia con 9.110 assunzioni.

Grazie alla crisi sono state 355mila le aziende italiane, circa il 27,1% del totale, che dal 2011 hanno investito in tecnologie verdi scommettendo sulla capacità della green economy di aiutarle a differenziarsi e a trovare occasioni di crescita; i settori di rinnovamento hanno riguardato quindi la riduzione del loro impatto ambientale, il risparmio energetico e il contenimento delle loro emissioni di CO2.

Quota ancora più elevata – il 33,8% – nell’industria manifatturiera, dove applicare i criteri della green economy si è tradotto in più competitività, crescita delle esportazioni, dei fatturati e dell’occupazione.

Nel 2017 questo trend ha visto una vera accelerazione con 209mila aziende che hanno investito, o lo faranno entro l’anno, su sostenibilità ed efficienza energetica, con una quota sul totale (15,9%) che ha superato di 1,6 punti percentuali i livelli del 2011.

Quali sono stati gli investimenti ambientali

Il rapporto Green Italy 2017 traccia anche la mappa degli investimenti ambientali nell’anno che si sta chiudendo: la Lombardia è la regione con il più alto numero di imprese eco-investitrici con 63.170, seguono il Veneto con 35.370, il Lazio con 30.020, l’Emilia Romagna con 29.480, la Toscana con 29.340, il Piemonte con 24.470, la Campania (24.230), la Sicilia (23.940), la Puglia (22.070) e le Marche (9.820).

Milano e Roma guidano la classifica provinciale con 22.300 e 20.700 imprese che investono in green e sviluppano lavori verdi. A seguire, con oltre 10.000 imprese si collocano Napoli, Torino e Bari.

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