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Waste Architecture, dedicata alla gestione e smaltimento dei rifiuti

città: Cagliari - pubblicato il: - ultima modifica: 15 novembre 2017
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waste architectureSi è parlato di Waste Architecture nel corso di Sardinia Symposium, il Simposio Internazionale sulla gestione dei rifiuti e sullo scarico controllato, organizzato dall’International Waste Working Group, svoltosi dal 2 al 6 ottobre al Forte Village Resort di Pula.

L’evento internazionale ha visto quest’anno la partecipazione di circa 700 delegati provenienti da tutto il mondo e ha introdotto, grazie all’iniziativa dello Studio Arcoplan, la tematica della Waste Architecture, l’architettura dedicata alla gestione e smaltimento dei rifiuti, facendo emergere importanti sinergie tra architettura e ingegneria ambientale.

A seguito di una call indirizzata a esperti non solo di ambiente ma anche di architettura, pianificazione territoriale, progettazione del paesaggio,

Studio Arcoplan ha quindi selezionato – sulla base di una call – un totale di 25 lavori, organizzati in un programma di due giornate di presentazioni durante le quali si è parlato di riqualificazioni funzionali di nuove e vecchie discariche, reintegrazione di aree degradate, sistemi di raccolta dei rifiuti nel tessuto urbano, grandi opere per l’ingegneria ambientale e relazione con la città, circular economy, edifici per il recupero dell’energia dai rifiuti e inceneritori.

La sessione di apertura è stata tenuta dall’architetto Israel Alba che ha mostrato come attraverso un’architettura di qualità applicata alla gestione dei rifiuti sia possibile creare un valore sociale.

Un’intera sessione del convegno si è focalizzata sull’architettura dei grandi impianti di trattamento dei rifiuti attraverso importanti progetti realizzati in giro per il mondo.

Tra questi il progetto di ampliamento di un vecchio impianto di trattamento delle acque a San Claudio, in Spagna, presentato dagli architetti Juan Nicas e Francisco Padilla.

La seconda giornata del convegno si è focalizzata sulle discariche e sui principi generali della pianificazione territoriale in una sessione che ha esplorato tutti gli aspetti architettonici riguardanti la progettazione delle discariche.

Waste Architecture: importante la fase progettuale nella fase attiva di una discarica

Il concetto più importante che è emerso dal simposio è che un intervento di rifunzionalizzazione di una discarica ha più opportunità di successo se può essere studiato e realizzato durante la fase di gestione attiva della discarica (in fase di costruzione o di riempimento oppure ancora in sede di un eventuale ampliamento).

La possibilità infatti di utilizzare nuovi rifiuti come materiale plastico per sagomare il volume amplia la rosa di possibili funzioni da assegnare al progetto e offre una maggiore libertà nel ripensare la configurazione finale dell’area oltre a consentire importanti economie di progetto in termini di materiale da riportare per modificare la struttura stessa del sito.

Nell’ottica di progettare lo spazio in funzione non della discarica ma della destinazione d’uso finale stabilita dal progetto stesso, i rifiuti possono essere utilizzati, fin da subito, per sagomare la morfologia finale del paesaggio.

La forma del progetto, intesa come volume da inserire nel suo contesto, diventa quindi fin dalla sua genesi funzione dell’utilizzo del territorio.

In quest’ottica i rifiuti stessi, compatibilmente con i parametri di progetto, possono diventare oggi materiale plastico per modellare il territorio secondo le linee di domani in una visione pionieristica in cui la discarica diventa materiale per costruire un qualcosa che richiede del tempo.

Importanti spunti per i prossimi appuntamenti di Waste Architecture Platform sono emersi a valle di queste due giornate di lavori.

Lo scambio multidisciplinare è stato apprezzato da tutti i presenti che hanno segnalato la necessità di un confronto più approfondito con gli economisti, al fine di esplorare le problematiche connesse agli aspetti economici, che rappresentano uno dei maggiori limiti alla progettualità in quest’ambito.

La necessità di un adeguamento della normativa, la definizione di iter progettuali ben definiti, un maggior coinvolgimento e adeguata formazione da parte degli enti di riferimento sono alcuni degli importanti punti di discussione da approfondire nei prossimi appuntamenti.