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Res Urbis, progetto europeo per il recupero degli scarti urbani

città: Verona - pubblicato il:
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res urbisREsources from URban BIo-waSte, in breve Res Urbis è un progetto presentato a Bruxelles con l’obiettivo di migliorare il recupero degli scarti urbani per trasformarli in bioplastiche.

Il progetto, coordinato da Mauro Majone dell’Università La Sapienza di Roma – ateneo che sta seguendo Res Urbis in collaborazione con l’Università di Verona e altre università italiane, è stato selezionato come Showcase per la Bioeconomy Week in programma a Bruxelles dal 14 al 17 novembre.

Scopo finale di Res Urbis è la valorizzazione degli scarti urbani di origine organica mediante la loro trasformazione in bio-polimeri per la produzione di plastiche ecocompatibili.

I 300 milioni di europei che vivono nelle aree urbane producono cadauno, in media ogni giorno, più di 100 grammi di sostanza organica di scarto, il cui recupero e valorizzazione è attualmente piuttosto limitato; per questo il potenziale impatto applicativo di Res Urbis è molto elevato.

Le ricadute ambientali, economico e occupazionali che possono derivare dalla messa a punto di tecnologie che consentano la trasformazione di quest’enorme flusso di materiale organico in prodotti utili e con effettivo valore di mercato sono estremamente positive.

Allo stesso tempo, Res Urbis punta a sviluppare tecnologie tali da consentirne l’integrazione con la riqualificazione di impianti tradizionali per la depurazione delle acque e/o il trattamento dei rifiuti.

Il progetto – finanziato dalla Comunità Europea, all’interno del programma Horizon 2020, con 3 milioni di euro – si inquadra nelle azioni di ricerca e sviluppo finalizzate a promuovere l’economia circolare, con il duplice obiettivo di minimizzare i quantitativi di rifiuti da smaltire in discarica e di ottenere nuovi prodotti bio ed eco-compatibili.

A coordinare i lavori per l’Università di Verona ci sarà David Bolzonella del dipartimento di Biotecnologie, con il supporto dei suoi collaboratori Natalia Herrero Garcia e Giuseppe Strazzera, con la collaborazione dei docenti Ivan Russo, del dipartimento di Economia aziendale, Andrea Caprara e Sergio Moro, del dipartimento di Scienze giuridiche.

Alla ricerca Res Urbis partecipano anche l’Università di Bologna, la Ca Foscari di Venezia e 21 partner tra imprese, associazioni e amministrazioni pubbliche provenienti da 8 Paesi europei, a dimostrazione che l’integrazione di più discipline ed enti è elemento imprescindibile per queste tipologie di progetti, che richiedono un approccio sistemico e multidisciplinare per la ricerca di approcci innovativi.