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Recupero energetico dai veicoli fuori uso, apertura del Ministero

pubblicato il: - ultima modifica: 17 Novembre 2017
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Il Ministero dell’Ambiente ha finalmente aperto la possibilità di avviare a recupero energetico i veicoli fuori uso, valorizzando il cosiddetto fluff, ovvero i materiali ottenuti dalla frantumazione.

In Italia, infatti, ogni anno vengono demoliti circa 1 milione di veicoli e si avviano a riciclo e a riuso quasi l’85% dei materiali provenienti dal trattamento di demolizione.

Il target europeo fissa però al 95% il recupero complessivo da raggiungere, che comprende anche una quota di recupero energetico che oggi in Italia non si ottiene.

Finalmente, per sanare questa lacuna normativa arriva il chiarimento da parte del Ministero dell’Ambiente – arrivato a margine del convegno Il Recupero dei veicoli fuori uso al centro dell’economia circolare svoltosi durante Ecomondo – che apre la strada del recupero energetico – attraverso la produzione di combustibile solido secondario – dei fluff, i materiali ottenuti dalla frantumazione, che oggi finiscono quasi totalmente in discarica.

Recupero energetico dai veicoli fuori uso, uno sguardo al settore

Il settore del trattamento dei veicoli fuori in Italia è composto da oltre 1.500 impianti di autodemolizione, il 44% dei quali localizzati al Nord, il 19% al Centro e il 37% al Sud, che trattano oltre 1 milione di tonnellate di veicoli, quantitativo in crescita, circa 83.000 tonnellate in più rispetto al 2014 (+9%).

Differenti analisi merceologiche e chimiche, effettuate nel nostro Paese negli ultimi anni, hanno dimostrato la non pericolosità del rifiuto prodotto dalla frantumazione dei veicoli fuori uso opportunamente bonificato.

Ogni anno si producono in Italia oltre 200.000 tonnellate di fluff e una significativa percentuale di questo potrà in base al chiarimento essere avviata a recupero energetico, dopo essere stato opportunamente trattato in impianti autorizzati e certificati, diventando un combustibile solido secondario che potrebbe colmare il gap relativo al recupero energetico rispetto al target europeo.

Per Simone Pollini, Vice Presidente di ADA, l’Associazione Nazionale Demolitori Autoveicoli aderente a FISE UNIRE (Unione Imprese del Recupero), l’apertura del Ministero apre per il settore un nuovo scenario che ci avvicina ai Paesi europei che hanno già individuato soluzioni adeguate per il trattamento del fluff, consentendo di recuperare in chiave energetica questo materiale.

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