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Come salvare la biodiversità dei territori europei, i consigli di Eurac Research

città: Milano - pubblicato il:
biodiversità dei territori

A mali estremi, estremi rimedi per salvare la biodiversità dei territori: ecco i suggerimenti che una ricerca condotta dagli esperti di sviluppo regionale di Eurac Research consigliano per proteggere l’ambiente.

Rafforzare le capacità di giudici e polizia e favorire la loro collaborazione; formare squadre anti-bracconaggio e dotarle dell’attrezzatura necessaria per controllare il territorio, in particolare le zone transfrontaliere; aumentare le sanzioni; utilizzare sistemi di geo-referenziazione per individuare le zone in cui agiscono i bracconieri.

In particolare questi consigli sono calati in un rapporto voluto da UNEP – il programma per l’ambiente delle Nazioni Unite – e WWF e messo appunto proprio da Eurac Research per proteggere i Carpazi, scrigno di biodiversità dei territori, ma anche zona messa in pericolo da bracconaggio e disboscamenti incontrollati.

I ricercatori, tra gli aspetti particolarmente problematici individuati, hanno concentrato la propria attenzione su bracconaggio della fauna aviaria e dei grandi carnivori, pesca illegale di storioni e disboscamento illegale.

Biodiversità dei territori, presenza di molte specie di uccelli autoctone e il fatto di trovarsi sulla rotta migratoria tra Europa e Africa rende l’Europa sud orientale un bacino molto interessante per il prelievo illegale di fauna aviaria.

Spesso gli uccelli selvatici catturati nei Paesi del Mediterraneo, per esempio, vengono venduti illegalmente a ristoranti europei.

Tra i consigli di Eurac Research ci sono anche la promozione della valorizzazione del patrimonio naturale nazionale e lo sviluppo del turismo ambientale.

Biodiversità dei territori: il contesto europeo

Interviste e colloqui con attori locali sono serviti ai ricercatori per avere un’idea più chiara del contesto: gli ispettori ambientali che dovrebbero vigilare sul rispetto della legge non sono autorizzati ad arrestare i trasgressori e nemmeno a investigare su possibili reati. Inoltre, non c’è una chiara distinzione tra sanzione amministrativa e pena, spetta al pubblico ministero decidere come trattare il singolo caso.

L’alto livello di corruzione è comunque la piaga maggiore, spiega Isidoro De Bortoli, uno degli autori dello studio. A questo quadro giuridico confuso si somma una scarsa coscienza ambientale e la convinzione che l’uomo debba imporre la sua supremazia sulla natura.

Orsi, lupi e linci vengono esibiti come trofei. Inoltre, in situazioni economicamente difficili, il bracconaggio rappresenta un modo poco rischioso per aumentare il proprio reddito, aggiunge Filippo Favilli, altro autore del rapporto.

Il rapporto redatto da Eurac Research è stato presentato ieri a Bruxelles ai membri del Parlamento europeo, al direttore della direzione generale Ambiente della Commissione europea Daniel Calleja Crespo e a rappresentanti di organizzazioni internazionali.

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