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Trasporti sostenibili: il settore guarda sempre più all’economia circolare

città: Trento - pubblicato il:
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Quale futuro per l’automobile e quali scenari di trasporti sostenibili dobbiamo aspettarci? Sicuramente l’economia circolare avrà un ruolo da protagonista, quale sarà di preciso verrà affrontato il prossimo 5 dicembre nel corso del Forum Innovazione Mobilità Sostenibile a Rovereto.

Un settore, quello dell’automotive, sempre più coinvolto e orientato alla sostenibilità: se il 2017 è stato l’anno dell’auto elettrica e ha visto importanti dichiarazioni sulla dismissione dei motori endotermici da parte di Francia, Germania e Cina entro i prossimi 20 anni, il 2018 potrebbe essere l’anno dell’economia circolare come strumento verso i trasporti sostenibili.

Considerando l’intero ciclo di vita di un veicolo dalla produzione, all’uso, fino allo smaltimento le quantità di energia e materia prima impiegata sono considerevoli e solo un’analisi attenta e complessa può portare al miglior risultato possibile in termini di sostenibilità.

Trasporti sostenibili, il punto a FIMS di Rovereto

Per questo il Forum Innovazione Mobilità Sostenibile affronterà, per la prima volta in Italia, il tema dell’economia circolare nel settore automotive, discutendo di un modello industriale che permetta di minimizzare gli scarti e gli sprechi di materia, riducendo l’uso di materie prime, acqua ed energia per la costruzione di mezzi efficienti che realizzino trasporti sostenibili.

Secondo il report Redefining competitiveness through the circular economy di Accenture, ci sono opportunità concrete per i produttori di automobili: per realizzare trasporti sostenibili è necessario innovare i modelli di business e tagliare i costi su materiali e risorse, promuovendo la life-extension di tante componenti ma anche minimizzando lo spreco di materia.

Infatti se con il car sharing un’automobile è attiva per oltre il 40% del suo tempo di vita, un’auto di proprietà, invece, resta mediamente inutilizzata per circa il 95% della sua vita.

Sempre più aziende stanno investendo sui trasporti sostenibili trasformando la linea di produzione, puntando al recupero degli scarti e alla rigenerazione (remanufacturing) delle automobili a fine vita. Uno degli esempi studiati da Ellen MacArthur Foundation è quello del gruppo francese Renault, il primo ad aver realizzato una fabbrica di remanufacturing di automobili.

Anche Fiat Chrysler Automobiles (FCA) sta lavorando attivamente per la transizione verso l’economia circolare, puntando su numerosi elementi quali la scelta di materiali per alcuni veicoli bio-based, facilmente riciclabili, fibre naturali come il kenaf e la juta, o materia rinnovata come il nylon riciclato oppure la riduzione del consumo di acqua nella filiera (-27,5% dal 2010) e di scarti (-18,7%), con taglio delle emissioni di quasi un decimo.

Il remanufacturing si sta concentrando soprattutto per i ricambi, riducendone i costi per i consumatori e il volume di scarti destinati alla discarica. Esempio ne è lo stabilimento di Cassino, dove si producono l’Alfa Romeo Giulietta, Giulia e Stelvio, che è zero waste. Inoltre il 100% dell’energia elettrica utilizzata qui proviene da fonti rinnovabili e il 100% delle emissioni legate all’uso di energia termica sono compensate.

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