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EcoPotential, un progetto per proteggere gli ecosistemi

città: Milano - pubblicato il:
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Il Politecnico di Milano è uno dei quattro partner italiani di un progetto inserito in Horizon 2020, EcoPotential, che si propone di proteggere gli ecosistemi, utilizzando in modo integrato le osservazioni della Terra per ottenere dati più precisi sullo stato e sui cambiamenti in atto.

EcoPotential infatti, attraverso prodotti di telerilevamento inseriti in modelli sviluppati appositamente, consentirà di migliorare gli studi sui diversi ecosistemi prevedendone gli scenari futuri e supportando le strategie migliori per gestire e conservare gli ambienti naturali a rischio.

Tra i partner del progetto finanziato dal programma Horizon 2020 e coordinato dall’Istituto di Geoscienze e Georisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ci sono altri tre partner italiani: Politecnico di Milano, Università del Salento ed Eurac; EcoPotential opera su un set mirato di 25 aree protette che coprono tutte le regioni biogeografiche d’Europa e includono ecosistemi montani, aridi, semiaridi, costieri e marini.

Come funziona il progetto EcoPotential

Sulla base delle conoscenze acquisite nelle singole zone, le attività di ricerca si occuperanno di studiare le interazioni ecologiche a scale diverse e i legami tra i processi della geosfera e della biosfera, caratterizzando i cambiamenti in corso e attesi negli ecosistemi naturali europei.

Tutti i dati, i risultati dei modelli e le conoscenze conseguiti saranno disponibili su piattaforme liberamente accessibili, contribuiranno al Global Earth Observation System of Systems (GEOSS) e saranno interoperativi con la GEOSS Common Infrastructure (GCI).

In questo modo i ricercatori, i responsabili delle aree protette e i cittadini potranno beneficiare dei risultati del progetto.

In particolare il gruppo di Ecologia del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano, coordinato da Renato Casagrandi e Marino Gatto, sta sviluppando modelli e indicatori utili a pianificare la salvaguardia ecologica del Mar Mediterraneo attraverso l’individuazione di specifiche aree marine da proteggere.

Utilizzando una grande mole di dati satellitari, si può infatti ricostruire l’andamento spaziotemporale delle correnti marine. Grazie a queste e alle caratteristiche ecologiche di dispersione delle larve di animali o dei semi di piante marine, si riesce a comprendere quali parti della costa siano meglio deputate a fungere da sorgenti di propaguli per altre aree oppure da ricettori.