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Target riciclo, forse ci siamo

città: Milano - pubblicato il:
riciclo economia circolare

Il 2017 sarà ricordato come l’anno in cui il Parlamento Europeo ha preso seriamente posizione in fatto di riciclo ed economia circolare con il pacchetto omonimo.

A pochi giorni dalla fine dell’anno va detto che mancano pochi passaggi decisivi a che il provvedimento sia deliberato da tutto l’iter previsto dalla procedura parlamentare.

L’eurodeputata Simona Bonafè, madrina del progetto, si dice ottimista sulla chiusura entro fine anno anche di fronte al Consiglio UE.

A marzo la Commissione Europea ha adottato le misure a supporto di industria e consumatori a sostegno di un’economia più sostenibile.

E ci ha messo anche i fondi, quelli strutturali e di investimento europei (Esi): 5,5 miliardi di euro per la gestione dei rifiuti (il pacchetto si concentra molto sugli aspetti del fine vita), oltre ad altri 650 milioni di euro per la ricerca in ambito Horizon 2020 a supporto del perimetro innovazione.

Ma c’è qualcosa in più. E la Bonafè non lo nasconde.

Intanto, l’Italia non sembra essere messa male rispetto ai target previsti dall’Europa che – lo ricordiamo – puntano a raggiungere nel 2030 il 70% del recupero dei rifiuti urbani e l’80% del riciclaggio degli imballaggi.

Difatto, proprio su quest’ultimo punto, i dati appena rilasciati da Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da FISE Unire relativi al 2016 evidenziano che nelle diverse filiere nazionali il riciclo è pari al 67% dell’immesso al consumo, ovvero raggiungendo quota 8,4 milioni di tonnellate avviate a riciclo (il 3% in più rispetto al 2015).

La crescita più significativa si sarebbe registrata nelle filiere dell’alluminio (+5%), dell’acciaio (+4%) e del legno (+4%).

Le nostre eccellenze rimangono la carta (80% recuperato e avviato a seconda vita) e l’acciaio (77,5%).

Continua anche la crescita della frazione organica che ha raggiunto nel 2016 i 107,6 kg per abitante: siamo però ancora al 41,2% dei rifiuti urbani avviati a recupero – tutti i dati del rapporto Italia del riciclo sono disponibili online.

Al più presto “servono i decreti End of Waste” ha sottolinea Andrea Fluttero, presidente di Fise (associazione che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) “ed è necessario affrontare sia il problema dell’oscillazione dei prezzi delle materie prime, sia quello dei costi di smaltimento delle frazioni di scarto.

Bisogna completare la dotazione impiantistica sull’intero territorio nazionale, superando le resistenze delle comunità locali spesso strumentalizzate e far dialogare il mondo della progettazione/produzione con i settori del recupero/riciclo“.

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