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Territorio che vai zucca che trovi: a Pavia c’è la zucca bertagnina

città: Pavia - pubblicato il:
zucca bertagnina di dorno - pavia

Territorio che vai zucca che trovi. I pavesi, per esempio, ne hanno con una tipica protuberanza da cui prende il nome di bartò, berretto tipico della zona e che hanno portato a conoscere queste zucche con il nome di bertagnine (di Dorno in provincia di Pavia appunto).

Ignorata dall’industria alimentare e dalla grande distribuzione per via dell’eccessivo scarto, la zucca bertagnina è sopravvissuta fino ai giorni nostri solo grazie ad alcuni agricoltori locali che hanno continuato a coltivarla nei propri orti. Poi però è arrivata l’intuizione di un giovane architetto imprestato all’agricoltura per passione.

Lui è Filippo Chiesaricotti, che dagli studi di architettura appunto è approdato allo sviluppo agricolo locale. Con una marcia in più: la tecnologia per promuovere il territorio. È così che è nato un portale, il Paniere Pavese, che è una sorta di sagra tecnologica della zucca bertagnina.

Ma andiamo con ordine e lasciamo parlare Chiesaricotti che ci spiega che tutto “nasce dall’idea della Provincia di Pavia di avere un marchio comune legato a questa zucca che promuovesse il territorio nel mondo. La mia idea è stata quella di fare un passo successivo e creare una startup a supporto di tutto ciò“.

Ovviamente non è filato subito tutto liscio: “la difficoltà maggiore” spiega Filippo “è stata quella di convincere i singoli produttori che all’inizio non concepivano il potenziale di un portale che potesse vendere in tutto il mondo i prodotti del territorio pavese“.

Quante realtà avete aggregato?

Sono circa trenta aziende del territorio pavese.

Promuovete il bio?

Non per forza. Non siamo convinti che un logo bio debba essere per forza migliore di un prodotto non marchiato. Alcuni produttori non hanno solo la forza economica per poter sostenere tutto sistema che è necessario ad avere il marchio bio (cosi per registrazione prodotti, costi per disciplinari di produzione e costi per certificatori esterni).

Però alcuni produttori già lavorano come se i prodotti fossero bio, l’unica cosa è che non c’è il logo.

Come vi sostenete economicamente?

Grazie a finanziamenti della Camera di Commercio di Pavia e della Provincia di Pavia, oltre che eventualmente per progetti specifici grazie alle fondazioni bancarie.

Avete a che fare con slow food?

Si molti dei nostri prodotti fanno parte della rete slow food.