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Sacchetti bio, ecco perché in Alto Adige non vanno bene per l’organico

città: Bolzano - pubblicato il:
sacchetti bio

Nelle scorse settimane avevamo assistito all’accesa discussione riguardante i nuovi sacchetti a pagamento nei supermercati; una delle cause di polemica sui sacchetti bio era che oltre a essere a pagamento non potevano venire avviati all’incenerimento.

In particolare in tutti i giornali e nei TG si è utilizzato come esempio l’impianto di Bolzano; l’Agenzia provinciale per l’ambiente, prontamente, ci spiega perché in Alto Adige non è possibile utilizzare i sacchetti bio per la raccolta dell’organico in Alto Adige.

I sacchetti bio ultraleggeri, a pagamento, con i quali si pesano e si prezzano i prodotti sfusi come pane, ortaggi, frutta hanno tempi di abbattimento inadeguati agli impianti di compostaggio e di fermentazione in uso in provincia di Bolzano per il trattamento dei rifiuti organici.

In questi impianti i rifiuti bio grazie a un’apposita tecnologia vengono trasformati in biogas e in compost, ma i tempi di degradazione dei sacchettini influirebbero in modo negativo sul processo di trattamento dell’organico; inoltre questi sacchetti bio spesso si incastrano tra gli ingranaggi degli impianti causando guasti al sistema.

In Alto Adige, quindi, l’Agenzia provinciale per l’ambiente ha invitato i cittadini a continuare a conferire l’organico sfuso in contenitori riutilizzabili oppure nei sacchetti di carta messi a disposizione dai Comuni di riferimento.

Inoltre sarebbero ancora discutibili i presunti vantaggi ambientali dall’uso diffuso dei sacchetti biodegradabili, tanto che anche l’Agenzia federale per l’ambiente della Germania, organo di consulenza del Ministero tedesco, ha stilato un bilancio ecologico in proposito giungendo alla conclusione che questi sacchetti non costituirebbero una valida alternativa ecosostenibile.