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Buste ecologiche: uno studio rivela che sono biodegradabili, ma non troppo

pubblicato il: - ultima modifica: 6 Agosto 2020
buste ecologiche

Uno studio appena pubblicato dall’Università di Pisa sull’impatto nell’ambiente marino delle buste ecologiche di bioplastica di nuova generazione, rivela che sono biodegradabili, ma non troppo

Il tempo necessario per smaltire queste buste ecologiche, infatti, è molto lungo: al mare servono infatti più di sei mesi; senza dimenticare poi che la plastica biodegradabile di cui sono fatte può comunque alterare lo sviluppo delle piante e modificare alcune importanti variabili del sedimento marino come per esempio ossigeno, temperatura e pH.

Le conclusioni dello studio condotto da un team di biologi dell’Università di PisaElena Balestri, Virginia Menicagli, Flavia Vallerini, Claudio Lardicci – è stato pubblicato sulla rivista scientifica Science of the Total Environment.

Per effettuare le ricerche è stato ricreato un ecosistema in miniatura per analizzare i potenziali effetti diretti o indiretti dell’immissione nell’ambiente marino delle nuove buste ecologiche in bioplastica.

È stato importante verificare adesso la situazione – dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di utilizzo dei sacchetti di plastica biodegradabile nei punti vendita – perché la loro diffusione aumenterà sicuramente nei prossimi anni fino a raggiungere livelli simili a quelli delle buste tradizionali.

Come specie modello i ricercatori hanno selezionato due piante acquatiche tipiche del Mediterraneo, la Cymodocea nodosa e la Zostera noltei, valutando la loro risposta a livello di singola specie e di comunità rispetto alla presenza nel sedimento della bioplatica compostabile. Lo studio ha esaminato il tasso degradazione delle buste e alcune variabili chimico/fisiche del sedimento che influenzano lo sviluppo delle piante.

La nostra ricerca si inserisce nel dibattito sul marine plastic debris, cioè sui detriti di plastica in mare, un tema globale purtroppo molto attuale” spiega il professore Lardicci dell’Ateneo pisano “quello che abbiamo potuto verificare è che anche le buste biodegradabili di nuova generazione attualmente in commercio hanno comunque tempi di degradazione lunghi, superiori ai sei mesi“.

A oggi la nostra ricerca è l’unica ad aver valutato i possibili effetti della presenza di bioplastiche sui fondali marini e sulla crescita di organismi vegetali superiori i rischi di una possibile massiccia immissione di plastiche cosiddette biodegradabili nei sedimenti marini e gli effetti diretti e indiretti del processo di degradazione sull’intero habitat sono aspetti in gran parte ignorati dall’opinione pubblica e non ancora adeguatamente indagati dalla letteratura scientifica“.

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