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Ecologia moderna: come curare il nostro Pianeta senza rinunce

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Foto di anncapictures da Pixabay

Come curare il nostro Pianeta senza eccessive rinunce, aprendo la porta a una nuova ecologia che consenta alla civiltà moderna di non sfruttare più la Terra fino al suo limite.

Un percorso ragionato che Antonio Cianciullo, giornalista di temi ambientali, ci illustra, destreggiandosi tra gli ostacoli contraddittori del nostro tempo: da una parte il desiderio antico di conquista e sottomissione della natura, dall’altra la necessità moderna di rispettare gli ecosistemi per scongiurare la prospettiva di una catastrofe annunciata.

L’ecologia moderna, nonostante le indiscutibili ragioni del movimento ambientalista, per uscire dalla trappola di un inquinamento che minaccia i nostri livelli di benessere deve portarci a far nascere una spinta rigeneratrice che nasca dall’ottimismo e non dalla paura.

Il cocktail micidiale fatto di aumento dei consumi individuali e crescita della popolazione sta facendo saltare il sistema climatico che garantisce le condizioni di base della sopravvivenza umana.

Ma se questo rischio di portata devastante è stato denunciato dagli scienziati, dall’Onu, dalla conferenza mondiale che si è tenuta a Parigi nel 2015 e da Papa Francesco, perché il cambiamento produttivo necessario a mettere in sicurezza la nostra vita è così lento?

Una nuova ecologia che dalle denunce passi a una comunicazione a tutto tondo

La tesi sostenuta dall’autore nel libro Ecologia del desiderio, pubblicato da Aboca Edizioni, è che non bastano più soltanto le denunce: ci vogliono romanzi, film, telenovele che aiutino a costruire un immaginario in linea con la nuova realtà, quella in cui rischiamo di finire vittime di noi stessi.

Questo immaginario” ricorda Cianciullonon può essere solo negativo, perché in mancanza di alternative convincenti una prospettiva terrorizzante viene rimossa: finché gli ecologisti continueranno a vendere solo paura falliranno. Mentre un progetto durevole di economia circolare può dare speranza immediata restituendo equilibrio ai territori, intervenendo sugli aspetti geopolitici, riallineando ragioni ambientali e ragioni sociali. Anziché frenare la corsa si può mutarne la direzione, indirizzarla verso un’innovazione delle tecnologie e dei comportamenti che si allei con la natura invece di combatterla“.

Se la crescita viene intesa in modo lineare, l’aumento di richiesta di spazio e di materia è insostenibile. Ma se la crescita viene interpretata come sviluppo di benefici da ottenere a parità di spazio e di materia impegnati la crescita diventa la soluzione.

Oggi questa possibilità” continua Cianciullosta emergendo. L’economia delle app ha superato quella dell’industria cinematografica. Uber vale più della Ford. Tesla ha sorpassato General Motors come capitalizzazione di Borsa. E nel 2014, a fronte di una crescita globale del Pil di oltre il 3%, le emissioni globali di CO2 del settore energetico sono rimaste per la prima volta al palo, un trend confermato nel 2015 e nel 2016. Uno sviluppo diverso è possibile. E fa vivere meglio“.

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