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InBioWood, un progetto che unisce arboricoltura da legno e biodiversità

città: Verona - pubblicato il:
progetto life+ inbiowood

Luca Mercalli, esperto in climatologia e meteorologo, fa da testimonial nel video dedicato alle Piantagioni Policicliche Potenzialmente Permanenti (Piantagioni 3P), promosse nell’ambito del progetto LIFE+ InBioWood.

Si tratta di piantagioni dove convivono più cicli produttivi, che possono rappresentare il futuro dell’arboricoltura da legno, poiché coniugano produzione e ambiente meglio di quelle tradizionali.

Il progetto LIFE+ InBioWood è stato finanziato nell’ambito del programma LIFE dell’Unione Europea nel 2012 ed è coordinato dal Consorzio di Bonifica Veronese che ha realizzato finora 25 ettari in pieno campo e 45 chilometri lineari di Piantagioni 3P nel territorio delle Valli Grandi.

Si tratta di piantagioni dove, nello stesso appezzamento di terreno, convivono più cicli produttivi di durata differente, in grado da un lato di produrre assortimenti legnosi di vario tipo (legna da ardere, tronchi di pioppo da sfoglia e tronchi pregiati da trancia o da sega), dall’altro di aumentare la biodiversità, lo stoccaggio di CO2 e di rendere più vario e gradevole il paesaggio.

Queste piantagioni inoltre, a seguito di una corretta progettazione, sono in grado di sfruttare la collaborazione positiva che si genera tra le piante e l’elevata diversità dell’ambiente, permettendo di ridurre le operazioni di sfalcio e le lavorazioni del terreno, le irrigazioni e le concimazioni e, addirittura, i trattamenti fitosanitari.

Le piantagioni 3P, quindi, come nuova frontiera di un’arboricoltura da legno in grado di produrre reddito per gli agricoltori migliorando al tempo stesso l’ambiente di zone, come la Pianura Padana, sottoposte ad agricoltura intensiva e, anche per questo, tra le più inquinate e povere di biodiversità d’Europa.

Nel video che potete vedere qui sotto Luca Mercalli non si rivolge solo a tecnici, agricoltori e comuni cittadini, ma anche e soprattutto ai decisori politici regionali e nazionali, che potrebbero puntare alla diffusione di queste piantagioni grazie al Programma di Sviluppo Rurale e ad altri finanziamenti mirati.