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Aggiungi grafene all’asfalto per ottenere un effetto antismog, antighiaccio e antirumore

città: Milano - pubblicato il:
asfalto con grafene

Antismog, antighiaccio e antirumore. E chi sarà mai questo supereroe? Incredibile, ma vero: l’asfalto. Sì, proprio il nero asfalto che siamo abituati a calpestare senza ritegno sta diventando un amico dell’ambiente.

Tutto grazie agli additivi. Come per esempio il grafene: la nanotecnologia inserita nelle composte dell’asfalto promette di creare strade che non si rovineranno mai.

A incamminarsi su questa strada è Iterchimica, azienda bergamasca con 50 dipendenti e circa 16 milioni di euro di fatturato. Grazie a una collaborazione con Directa Plus, altro fiore all’occhiello italiano in fatto di R&S ha depositato il brevetto per un supermodificante, Eco Pavea base di nanotecnologie al grafene.

Ma non solo. In portafoglio Iterchimica ha tutto quanto serve perché le strade diventino veramente sostenibili facendo ovvero ricorso ad additivi rigeneranti e asfalto composto con 100% di fresato riciclato, che non deve quindi essere conferito in discarica: non richiede l’aggiunta di nuova aggregati dalle cave, tipo ghiaie e sabbie, ed è steso a freddo, eliminando completamente il consumo di energia e le emissioni odorigene.

iterchimica - asfalto sostenibileEcco perché Federica Giannattasio, amministratore delegato di Iterchimica, non fa fatica a immaginarsi che le strade del futuro siano “green e high tech: riciclate e riciclabili al 100%, prodotte a basse temperature, durature e soprattutto… senza buche“.

A lei abbiamo rivolto alcune domande per capre meglio di cosa e come converrebbe le strade del nostro Paese.

Asfalto tecnologico per le strade – sostenibili – del futuro

Come nascono i vostri brevetti? Ecopave in particolare?

Nascono dalle problematiche che ci vengono sottoposte ogni giorno dalle stazioni appaltanti, dagli impianti di produzione, dagli operatori del settore. Iterchimica lavora in 70 Paesi al mondo venendo a contatto con le più svariate problematiche legate alle pavimentazioni stradali.

Nello specifico, per quanto riguarda Ecopave, stavamo cercando di mettere a punto un additivo che consentisse di migliorare ulteriormente le prestazioni e la vita utile delle pavimentazioni, ma che funzionasse anche a temperature molto differenti (dal freddo della Norvegia al caldo dell’Africa) e abbiamo studiato un super modificante contenente grafene che ci ha dato risultati davvero insperati. La ricerca è durata 3 anni e ora attendiamo i risultati dei tratti sperimentali.

Iterchimica ha negli anni investito costantemente in ricerca e innovazione (in media intorno al 4% del proprio fatturato), e gli additivi nascono in azienda nei quattro laboratori interni, accreditati presso il Miur che rappresentano uno dei tratti distintivi a livello mondiale. Abbiamo 10 ricercatori e tecnici si occupano quotidianamente sia di sviluppare nuovi prodotti sia di condurre prove legate all’attività di verifica e consulenza.

Dove producete gli additivi? Che impatto ambientale hanno in produzione (energia, acqua, materiale di scarto)?

La ricerca e la produzione avviene interamente in Italia, nello stabilimento di Suisio in provincia di Bergamo. Siamo un’industria chimica con certificazione ambientale ISO 14001, tutti i nostri processi e consumi sono oggetto di continui controlli per minimizzare le emissioni, ogni nostra ricerca e sviluppo comincia con una pre-qualifica sulla sostenibilità ambientale della tecnologia che stiamo mettendo a punto.

Inoltre la nostra sede principale a Suisio e stabilimento produttivo ha un sistema di pannelli solari che permette di dare forte un contributo in termini di energia pulita. Spesso poi gli additivi vengono prodotti con materiale di recupero, come pneumatici esausti.

Il grafene dove lo trovate e quanto costa?

A Como! Abbiamo stretto un accordo con Directa Plus, una società italiana quotata all’Aim di Londra, tra i maggiori produttori mondiali di materiali a base di grafene. Il grafene ha un costo elevato, ma la quantità necessaria è bassa perché il grafene è un nanomateriale che consente di avere elevate prestazioni a basse percentuali.

Un chilometro della vostra strada quanto costa in più (in meno) di quella normale?

Il costo è uguale, spesso addirittura inferiore. Il vantaggio deriva dal fatto che, avendo una vita utile molto più elevata, si riduce la necessità (e quindi i costi) di manutenzione. Con un evidente beneficio economico e ambientale per tutti, dalle amministrazioni ai gestori delle strade.

È facile asfaltare in questo modo? State formando gli asfaltatori?

Non ci sono differenze rispetto ai metodi tradizionali. In ogni caso facciamo sempre formazione, sia agli ingegneri, sia agli asfaltatori. Soprattutto per noi è importante che le stazioni appaltanti conoscano i benefici dell’utilizzo di additivi in termini di sostenibilità ambientale e impatto economico.

In particolare, il fatto che introducendo requisiti prestazionali e controlli sull’operato si potrà ottenere un certo risultato tecnico-prestazionale che si traduce in un risparmio economico per la collettività e in un minor impatto per l’ambiente.

Come fatto recentemente dal Comune di Milano. Il nuovo strumento tecnico ha dimostrato come evidentemente ci sono ormai le adeguate conoscenze e le competenze tecnologiche per realizzare strade green e a lunga durata.

Speriamo che Milano diventi un modello anche per gli altri che, introducendo queste tecnologie negli appalti, possano rendere la filiera dell’asfalto più ecocompatibile, più durevole e meno soggetta alle buche.

Chi sono i vostri committenti e come li convincete a scegliere il vostro asfalto?

Iterchimica collabora con le Stazioni Appaltanti, le imprese di costruzione, i General Contractor e gli studi di progettazione, sia in fase di progetto/costruzione, sia in fase di manutenzione, fornendo supporto tecnico e prodotti.

Innanzitutto siamo in grado di risolvere le problematiche che ci vengono quotidianamente sottoposte dai committenti grazie ai laboratori di Ricerca&Sviluppo all’avanguardia in grado di offrire soluzioni per tutte le condizioni ambientali e climatiche.

Inoltre, offriamo ai committenti additivi e accorgimenti tecnici innovativi che permettono di migliorare sensibilmente le prestazioni finali con un impatto positivo sui costi.

Per esempio, recentemente abbiamo lavorato nel raccordo autostradale Pavia-Bereguardo con il committente Milano Serravalle-Milano Tangenziali Spa e le due società esecutrici dei lavori Itinera e Caffù.

La collaborazione tra queste realtà ha permesso di riqualificare 9km di strada, utilizzando materiali e accorgimenti tecnici innovativi che hanno permesso da un lato di ridurre sensibilmente l’impatto ambientale dei lavori rispetto agli interventi consueti e dall’altro di garantire prestazioni finali di portanza assai elevate, pur riducendo il numero di strati e utilizzando in sito la totalità dell’asfalto fresato.

Qualche numero: rispetto al progetto iniziale, la variante ha consentito di risparmiare quasi 4mila spostamenti di mezzi d’opera (per circa 72mila litri in meno di gasolio consumato), circa 18mila m3 di conglomerato bituminoso, quasi 40mila m3 di misto stabilizzato e cementato e, soprattutto, circa 130 giornate di stesa.

Siete e rimanete un’azienda familiare: che market share avete (Italia/Estero)?

In Italia siamo leader di mercato con un market share superiore al 70%. Ma lavoriamo molto anche all’estero, a oggi oltre 70 paesi. Sul nostro fatturato l’export incide per il 30% circa. E nei prossimo anni puntiamo ad aumentare la quota all’estero.