Home Imprese Sostenibili Macchine ecocompattatrici: soluzione valida se c’è qualità e innovazione

Macchine ecocompattatrici: soluzione valida se c’è qualità e innovazione

città: Milano - pubblicato il:
macchine ecocompattatrici

Macchine ecocompattatrici. Le si trova sempre più spesso nei luoghi legati alla grande distribuzione organizzata per raccogliere materiali di scarto cui poi viene data nuova vita. Raccolgono bottiglie di plastica e di altri materiali. Ma anche indumenti dismessi. Olii a fine vita. Scarti di caffé. Un’ottima pratica per tutti i cittadini.

Ma a volte qualcosa si inceppa. È l’appello di un lettore che ci scrive: “spesso le macchine ecocompattatrici si rivelano delle fregature per vari motivi tra cui il fatto che accettano oggetti che non sono imballaggi e magari contengono anche liquidi che causano continui guasti“.

Il problema, ci scrive sempre il lettore è che “queste macchine non sono dotate di tecnologia che riconosce e accetta solo contenitori o beni per il cui conferimento la macchina è programmata. Anche la funzione di compattamento in macchine piccole è fonte di guasti“.

Macchine ecocompattatrici, la parola ai produttori

Sulla base di questa osservazione, Green Planner ha voluto andare a fondo e ha interpellato due aziende che operano sul nostro territorio: Eurven e Loverecycling, dealer italiano di Tomra.

Carlo Baesso, general manager di Eurven chiarisce subito: “le osservazioni del lettore non possono valere per Eurven: abbiamo tutte le tecnologie per soddisfare qualsiasi tipo di richiesta del cliente. Infatti le macchine ecocompattatrici con riconoscimento di forma peso e scanner 3D selezionano alla perfezione qualsiasi oggetto si voglia raccogliere e separare, sono a catalogo Eurven e sono similari alle tecnologie norvegesi e tedesche dove esiste la legge del vuoto a rendere o Deposit System“.

Secondo Loverecycling il problema potrebbe essere legato all’alimentazione a 220 volt: “per avere una riduzione volumetrica affidabile” afferma Fabrizio Giordanengo, sales director di Loverecyclingbisogna prevedere una alimentazione a 380 volt che garantisce anche velocità impressionanti fino a 60 contenitori al minuto“.

Vero è che esistono macchine dedicabili a varie raccolte differenziate. “Abbiamo modelli che fanno una eco-balla con le bottiglie compattate” continua il manager di EurvenMacchine ecocompattatrici che triturano vetro o altro. Macchine che disidratano il rifiuto organico in poche ore“.

Necessario, anzi ormai fondamentale che tutte le soluzioni siano intelligenti. Capaci di riconoscere il materiale che viene conferito.

Nel caso delle RVm Tomrai contenitori vengono accettati o rifiutati se non conformi, grazie alla lettura del codice a barre” spiega Giordanengo “o eventualmente tramite la forma e nel caso il contenitore non venga riconosciuto rimane nella camera di conferimento senza essere accettato (come qualsiasi altro oggetto). Un sensore del peso, che può essere regolato in base alle esigenze, permette di rilevare contenitori con del liquido rifiutandone l’accettazione“.

Eurven invece ha puntato a un’App per dare promozioni o selezionare i rifiuti e i sistemi “che donano in beneficenza i proventi della raccolta incentivante o che danno soldi veri sul telefonino in tempo reale“.

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