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Sharing mobility in Italia, ecco cosa dice il secondo rapporto nazionale

città: Milano - pubblicato il:
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In Italia cresce la sharing mobility e tanto, basta guardare al trend di crescita del più elementare degli indicatori, il numero di servizi presenti nel Paese.

Nel triennio 2015-2017 il totale dei servizi di mobilità condivisa globalecarsharing, bikesharing, scootersharing, carpooling, aggregatori – è aumentato mediamente del 17% all’anno.

Ancora più positiva la situazione del bikesharing che nell’ultimo anno registra una crescita del 147%, grazie a un aumento delle flotte a disposizione che ha fatto crescere il numero di italiani che hanno deciso di usare in città la bicicletta come mezzo di trasporto, fatto che evidenzia l’improrogabile necessità di ampliare lo spazio per la ciclabilità nelle nostre città.

L’Italia con 265 comuni e altri enti territoriali in cui è attivo il bikesharing e 39.500 bici condivise, è il paese europeo in cui la diffusione, in termini di numero di servizi attivi, è più alta.

Sono dati che emergono dal secondo Rapporto Nazionale sulla sharing mobility in Italia, appuntamento coordinato dall’Osservatorio Nazionale sulla sharing mobility a cui hanno aderito i principali player della mobilità Italiana ed Europea.

Bicicletta regina della sharing mobility italiana

In questo contesto estremamente positivo per i servizi di ciclabilità condivisa, emerge la leadership di BicinCittà, presente su tutto il territorio nazionale in 121 comuni sui 265 raggiunti dai servizi di bike sharing, con una flotta di biciclette che oggi raggiunge le 7.056 unità e 1.535 stazioni da cui prelevarle e riconsegnarle.

I motivi di questa leadership sono rintracciabili nella semplicità di utilizzo garantita all’utente, la grande disponibilità di mezzi sul territorio, la duttilità del servizio che soddisfa le esigenze di mobilità sistematica ed erratica, l’offerta economica dei propri abbonamenti e, ultimo ma non meno importante, l’intermodalità.

Come emerge dal Rapporto Nazionale sulla sharing mobility, infatti, la capacità dei differenti servizi di offrire ai propri utenti integrazione o intermodalità, ovvero la scelta di spostarsi sempre con il mezzo migliore rispetto alle proprie esigenze, è uno dei punti fermi necessari per lo sviluppo di ogni servizio di sharing mobility nel nostro Paese.

Per far crescere la mobilità condivisa va limitata la mobilità privata

Un altro tassello fondamentale di una strategia di espansione nell’uso dei servizi di mobilità condivisa è rappresentato da politiche che disincentivino e rendano meno interessante la mobilità privata.

Dai numeri del rapporto si può osservare come, nonostante un’immissione ingente di biciclette – nelle grandi città il rapporto medio tra biciclette in free floating e biciclette station based è di 3 a 1 – sia nelle grandi che nelle medie città i servizi station based registrano mediamente un maggior numero di chilometri percorsi per noleggio, con valori maggiori rispettivamente del 50% e del 60% rispetto ai servizi free floating.

Gianluca Pin, Direttore Commerciale di BicinCittà ci racconta che “il boom della sharing mobility e lo sviluppo di nuovi servizi rappresenta un valore aggiunto per il Paese. Se poi parliamo di bike sharing siamo ancora più felici. Cresce il sistema e cresce BicinCittà. Gestire 121 tra cui Torino, Padova, Pisa, Brescia, Bergamo e altre città minori non è un fatto casuale e la risposta dei nostri utenti testimonia questa crescita“.

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