Home Green Jobs Anche l’elettronica, in futuro, sarà sostenibile grazie ai PCB su carta

Anche l’elettronica, in futuro, sarà sostenibile grazie ai PCB su carta

città: Pisa - pubblicato il:
elettronica del futuro

Come sarà l’elettronica del futuro? Sicuramente sarà riciclabile e sostenibile e certamente vedrà l’Italia tra i protagonisti, grazie a una ricerca sui circuiti stampati – i PCB – su carta attualmente in studio presso l’Università di Pisa.

Il progetto pisano, che sfrutta un un finanziamento europeo, è diretto da Gianluca Fiori e sta studiando una tecnologia in grado di aprire la porta a innumerevoli applicazioni.

L’elettronica del futuro necessiterà solamente di un foglio di carta e di una stampante: tutto qui quello che servirà, in uno scenario futuribile, per realizzare dispositivi di elettronica di consumo – come un telefonino – flessibili e altamente personalizzabili, a basso impatto ambientale, facilmente smaltibili e riciclabili.

Per il professor Gianluca Fiori, docente di Elettronica al dipartimento di Ingegneria dell’informazione dell’Università di Pisa, tutto questo appare vicino e realizzabile, in particolare grazie a un progetto di ricerca finanziato dall’Europa con un ERC Consolidator Grant, che nei prossimi 5 anni sarà portato avanti dal suo gruppo.

Lo studio riguarda le applicazioni di materiali bidimensionali, come il grafene, nel campo dell’elettronica per la costruzione di circuiti elettronici contenuti per esempio nei nostri computer e smartphone, e che in futuro potranno essere stampati su supporti flessibili come la carta.

L’elettronica del futuro prende forma in Italia

Grazie alla collaborazione con l’Università di Manchester, insignita del premio Nobel 2010 per le ricerche sul grafene, lo studio pisano può utilizzare inchiostri ricavati da questo materiale del tutto simili agli inchiostri delle stampanti, ma con proprietà elettroniche eccellenti.

Questa tecnologia può aprire la porta a innumerevoli applicazioni, che vanno da etichette intelligenti per l’industria 4.0 a dispositivi biomedicali per l’analisi dei segnali biometrici, a metodi anti-contraffazione.

Il professor Fiori e il suo gruppo di ricerca stanno dunque lavorando per rendere reale quello che al momento può sembrare ancora fantascienza: “la nostra è una ricerca di base, ma in quanto scienziati siamo chiamati a sognare e ipotizzare scenari futuri in cui i nostri studi trovino un’applicazione concreta nella realtà: i finanziamenti che vengono dall’Europa ci aiutano proprio in questo“.

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