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Voucher mobilità Lombardia, una scelta sbagliata e irresponsabile

città: Milano - pubblicato il:
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Il problema della mobilità in Lombardia è all’ordine del giorno – pendolari arrabbiati, tangenziali e circonvallazioni intasate, qualità dell’aria cittadina pessima – ma il voucher mobilità non è la soluzione, anzi è una scelta pessima e irresponsabile.

Oltretutto poco si è fatto in passato per risolvere il problema dell’inquinamento dell’aria e della mobilità urbana in modo sostenibile tanto che l’Italia è uno dei nove paesi europei, membri dell’unione, sotto procedura di infrazione a causa dei limiti illegali di inquinamento atmosferico.

In particolare il nostro Paese supera i limiti stabiliti dalla legge sia per il biossido di azoto (NO2) che per il particolato (PM10) e ha già ricevuto il parere ragionato relativo alla prima procedura il 15 febbraio e quello relativo alla seconda il 27 aprile 2017.

La Lombardia rientra in entrambe le procedure – è normale visto l’indotto industriale ed economico che questa regione genera – ma non è accettabile che il problema non venga considerato e, anzi, si agevoli e si incentivi la mobilità privata con mezzi inquinanti invece di incentivare e potenziare i servizi ferroviari e meno inquinanti.

La proposta dei voucher mobilità della Regione Lombardia

Il Presidente lombardo Attilio Fontana, durante la presentazione al Consiglio regionale delle linee guida del suo programma di governo, ha avanzato la proposta di introdurre dei voucher mobilità per agevolare i frequentatori abituali delle autostrade.

Ma una tale proposta – in queste condizioni – non è di buon senso… tanto che le associazioni vicine all’ambiente si sono subito attivate per contrastare e denunciare il provvedimento. Per l’associazione Cittadini per l’Aria, per esempio, si tratta di una scelta irresponsabile, incosciente e illegittima.

Per la presidente Anna Gerometta “è una proposta da bocciare immediatamente, la Regione può aiutare i lombardi senza peggiorare la qualità dell’aria e favorendo anzi un miglioramento della qualità della vita. È irresponsabile perché il traffico è la fonte primaria delle emissioni di particolato secondario e ossidi di azoto, che in Regione sono oltre i limiti da anni. Incentivare l’uso dei mezzi privati non farebbe altro che peggiorare ulteriormente una situazione già insostenibile“.

Nel 2017 il numero di giorni in cui è stato superato il limite di 50 μg/m3 per il particolato PM10 – in molte aree circa tre volte il limite di legge – è cresciuto rispetto al 2016. Quanto al biossido di azoto (NO2) nel 2017 ben ventidue stazioni di monitoraggio hanno violato la media annuale di 40 μg/m3, alcune addirittura del 50%. E, anche quanto a NO2, il 2017 è stato quasi ovunque peggiore del 2016.

Le proposte alternative dei Cittadini per l’Aria

Critiche ma costruttive e, anzi, 10 proposte alternative per migliorare la situazione dell’inquinamento dell’aria in Lombardia ed evitare di ricorrere ai voucher mobilità:

  1. moltiplicare l’impegno della Regione per 10, per rientrare nei limiti di legge e diventare un esempio per l’Italia
  2. andare oltre l’Accordo di programma del Bacino Padano, che è insufficiente, e sostenere i Comuni più ambiziosi
  3. ricerca scientifica e comunicazione per far crescere la consapevolezza della cittadinanza in materia di inquinamento e diritto all’aria pulita
  4. limitazioni permanenti per i diesel inquinanti (e non stagionali), bando immediato di Euro3 ed Euro4 dalle zone critiche, aree a basse emissioni e basta ingressi nelle città dal 2025
  5. investimenti nel trasporto pubblico, promozione della ciclabilità, taxi e mezzi pubblici a basse emissioni, elettrificare i treni diesel
  6. divieti progressivi per la combustione di legna e pellet nelle aree inquinate e riqualificazione energetica degli edifici da potenziare
  7. più verde pubblico e privato nelle aree urbane con la riconversione delle aree dismesse e forestazione delle zone vicine alle autostrade
  8. un nuovo sistema di previsione del superamento dei limiti degli inquinanti e telecamere per monitorare i veicoli a fini ambientali
  9. contro ammoniaca e metano, colture biologiche, meno fertilizzanti e meglio applicati, corretta gestione delle stalle e delle deiezioni animali
  10. Best Available Techniques da rispettare, autorizzazioni più attente all’impatto sanitario e riduzione dei materiali da incenerimento